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Una storia che parte da lontano, fatta di impegno, emergenze e solidarietà. Ma anche di prove durissime, come l’incendio del 12 novembre 2025 che ha colpito il deposito della sede.

Ai microfoni di Rivera Time, il presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Imperia, Giuseppe Giannattasio, ripercorre le origini dell’associazione e racconta la forza della sua rinascita.

Le parole di Giuseppe Giannattasio

Quando comincia questa lunga storia?

Le radici della Croce Rossa imperiese affondano nel XIX secolo. “La documentazione che abbiamo in archivio parte dal 1877-1878. Il primo nucleo nasce nel 1879 come Comitato Mandamentale di Porto Maurizio, a cui si affianca nel 1896 quello di Oneglia. Con l’unificazione della città, nel 1923, il comitato diventa unico. Dal 1933 siamo diventati Comitato Provinciale, titolo mantenuto fino al 2015, anno della privatizzazione dell’associazione“, ha esordito ai nostri microfoni Giannattasio.

Da quanto è in Croce Rossa?

“Sono entrato in Croce Rossa il 26 gennaio 1976: oltre 50 anni di volontariato. È la mia seconda famiglia“. Un lungo percorso che ha portato Giannattasio a ricoprire numerosi incarichi, già nella sede della provincia di origine (Salerno) per la gestione dei volontari di Campania e Basilicata, poi a Imperia come ispettore provinciale, regionale, consigliere regionale, commissario in diversi comitati. Nel novembre 2018 è stato nominato commissario del comitato di Imperia e in contemporanea era già commissario di Santo Stefano al Mare (dove ha unito i comitati) fino alla nomina a presidente del comitato imperiese nel febbraio 2020.

Tra i momenti più intensi del suo mandato, Giannattasio cita senza esitazioni il periodo del Covid, ma anche la solidarietà ricevuta negli ultimi anni: “Persone molto sensibili ci hanno aiutato a rinnovare il parco mezzi e ci stanno sostenendo anche dopo il rovinoso incendio”.

L’incendio

Il ricordo di quel 12 novembre è ancora vivido. “La prima cosa è stata la preoccupazione generale. Non capivo bene cosa fosse successo, ma arrivato sul posto ho ringraziato il Padre Eterno perché non ci sono stati danni alle persone”. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche: “Ha preso fuoco un’ambulanza con quattro bombole di ossigeno. Se fossero esplose, non sappiamo cosa sarebbe successo”.

Nonostante tutto, la macchina dei soccorsi non si è fermata. “Abbiamo interrotto i servizi solo per poche ore. Nei mesi successivi abbiamo distribuito gli aiuti alimentari nel cortile e riorganizzato tutto. Però qualche giorno dopo abbiamo inaugurato un’ambulanza modernissima, dono di una cittadina di Imperia“.

Fondamentale il supporto del territorio: il magazzino viveri è stato temporaneamente trasferito al Molo San Lazzaro grazie alla collaborazione con Comune e Marina di Imperia, permettendo di continuare l’assistenza a circa 1.300 persone.

La rinascita

La ripartenza è già realtà. “In questi giorni stiamo avviando i lavori di messa in sicurezza e ripristino dei locali. Nel frattempo abbiamo sopperito alle emergenze: un’ambulanza ci è stata fornita dal comitato di Genova Voltri, un’altra l’abbiamo acquistata sempre in sostituzione di una delle due danneggiate, è arrivata proprio in questi giorni, stiamo aspettando la targa”.

Non senza sacrifici: “I mezzi sono ancora nel cortile, ma non abbiamo mai fermato i servizi grazie all’impegno di dipendenti e volontari“. Numeri che parlano: “Oggi abbiamo circa 10 dipendenti e 250 volontari, di cui 40-50 attivi nell’emergenza“.

Dalle origini alla (ri)nascita, la Croce Rossa di Imperia continua a essere un punto di riferimento per il territorio. Anche dopo le difficoltà, con lo stesso spirito di sempre: esserci, comunque, ‘Ovunque per chiunque‘.

L’intervista integrale a Giannattasio nel video-servizio a inizio articolo.