A margine del Consiglio provinciale, il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola si è soffermato ai microfoni dei cronisti prima di partire per Aquila D’Arroscia, dove in giornata è previsto un sopralluogo presso la diga di Ferraia.
L’opera è in fase di realizzazione, in un intervento da 730mila euro complessivi, finanziato con fondi europei nell’ambito del programma Interreg Alcotra 2021-2027, e consentirà il recupero e la rimessa in funzione dell’invaso a uso irriguo a servizio di circa quattrocento utenze della Valle Arroscia.
“La diga di Ferraia ha più di 50 anni, dimenticata da ogni programma, ormai invasa da detriti e da vegetazione, non si vedeva più”, spiega il presidente della Provincia. “Con una buona collaborazione con il sindaco di Aquila, l’anno scorso abbiamo verificato la possibilità di finanziare la sua rimessa in funzione, con un progetto che amplia tutta la parte attorno e aumenta la sua capacità. L’Europa ce l’ha finanziata e sono lieto, come Provincia, che sia successo. Oggi faccio un sopralluogo perché i lavori sono in corso e permetterà a questo invaso di alimentare quasi 400 aziende di tutto il territorio con l’acqua irrigua, quindi a costi molto diversi. È una cosa importante a cui do molto significato, intanto perché ce l’ha fatta a essere finanziata nei progetti concreti europei, ma anche perché noi dobbiamo fare la stessa cosa nel bacino dell’Impero, nel bacino del Nervia e nel bacino dell’Argentina. Dovremo riuscire a prendere acqua a costo basso, che scendendo dall’alto ci faccia risparmiare i consumi di energia elettrica e produca anche elettricità con l’efficienza che hanno le turbine elettriche. In buona sostanza può essere l’inizio di un percorso che vogliamo portare avanti per garantire acqua ed energia a costi bassi”.
Altro tema affrontato dal presidente è quello del viadotto Uveghi lungo la Statale 28, attualmente soggetto a senso unico alternato e a limitazioni del traffico pesante, dopo i controlli che hanno evidenziato segni di usura nella struttura, provvedimenti che hanno fatto temere una possibile chiusura totale del collegamento.
Benché annunciato per la fine di gennaio un quadro completo, al momento da parte dell’ANAS non sono arrivate comunicazioni ufficiali sullo stato di salute del viadotto.
“Io forse vado controcorrente: ogni volta che si apre un lavoro sono contento”, dice Scajola. “Non c’è dubbio che quando si fanno i lavori si creano degli intralci, ma i lavori vanno fatti e non vanno rinviati. Ci vuole attenzione e se l’ANAS finalmente ha avuto più attenzione tra tutti i viadotti, ben venga. Si riesce a fare la circolazione lo stesso, in maniera più contenuta, per carità, quindi con un disturbo. Il nostro compito qual è? Far sì che i lavori si possano svolgere nel tempo più celere possibile”.
Scajola sottolinea inoltre che al momento non è prevista la chiusura del viadotto. “Se gridiamo al lupo al lupo, corriamo il rischio che qualcuno dica che è meglio chiuderlo. Ma al momento i dirigenti dell’ANAS ritengono che sia percorribile dai mezzi. Occupiamoci di far finire lo studio nei tempi più celeri e di finanziare il lavoro per rimetterlo in piena funzionalità”.
Infine, un aggiornamento sul collegamento Armo-Cantarana, più volte annunciato e atteso dal territorio.
“L’ho chiesto qualche giorno fa al viceministro Edoardo Rixi, mi dice che ci sono buone speranze. Ha significato il ritardo, ma mi auguro che quello che lui ha detto, siccome è un efficiente membro del governo, ci porti in tempi brevi ad avere notizie positive”, conclude Scajola.
L’intervista completa a Claudio Scajola nel video servizio a inizio articolo.







