Il Sanremo Pride ha svelato il manifesto ufficiale dell’edizione 2026, un documento pensato per mettere in luce i temi dell’inclusività e dei diritti che la manifestazione intende promuovere. Il manifesto rappresenta la voce della comunità LGBTIQ+ e si propone come un invito al dialogo aperto per tutta la cittadinanza, coinvolgendo ogni soggettività interessata.
“La nostra manifestazione dell’11 aprile si svolge in un momento storico cruciale: sono passati esattamente dieci anni dall’approvazione della legge sulle unioni civili e l’Italia si trova esattamente nello stesso punto.
Siamo diventati il bersaglio di retoriche reazionarie che alimentano un’ondata conservatrice preoccupante. Le aggressioni omo-lesbo-bi-transfobiche sono in aumento e vengono troppo spesso minimizzate.
Oggi i diritti delle persone LGBTQIA+ sono sotto un attacco coordinato che non risparmia nessuno: dalla cancellazione dei diritti riproduttivi negli Stati Uniti alla criminalizzazione dell’identità in Africa e Asia, fino alla “chiusura invisibile” del dissenso in Oriente. Il vento del backlash soffia forte.
L’Italia, purtroppo, non è un’isola felice. In questo decennio post-2016 abbiamo assistito a un paradosso crudele: mentre la società civile è pronta, le istituzioni hanno scelto la strada della regressione. Abbiamo visto bambini cancellati dai propri certificati di nascita per mano dello Stato, abbiamo visto affossare, tra gli applausi, le leggi contro i crimini d’odio e abbiamo visto i consultori, luoghi di cura e laicità, trasformarsi in avamposti ideologici contro l’autodeterminazione.
Mentre la nuova Strategia europea per l’uguaglianza LGBTIQ 2026-2030 traccia la rotta verso una piena tutela, che il nostro Paese ignora sistematicamente, noi rispondiamo con l’unica arma che abbiamo: l’orgoglio e la pretesa di uguaglianza.
In questo clima rivendichiamo con forza il tema centrale di questa edizione, racchiuso nello slogan: “Fiori d’arancio per tutti”. Il matrimonio, l’assoluta parità e i diritti che ne conseguono non possono più essere un privilegio per pochi, ma devono essere estesi a ogni persona come pilastro di cittadinanza. Insieme manifesteremo per le seguenti rivendicazioni:
Matrimonio egualitario e genitorialità
L’Italia è uno dei pochi Paesi dell’Unione europea a non riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, mantenendo una distinzione che perpetua discriminazioni. È ridicolo e stancante dover ancora discutere di un diritto garantito ormai dalla stragrande maggioranza degli Stati europei e occidentali. Le coppie same-sex esistono e meritano pieno riconoscimento. È essenziale che entrambi i partner siano legalmente riconosciuti come genitori alla nascita, garantendo a ogni bambino il diritto a una tutela giuridica certa. Attualmente la legge italiana tutela solo il genitore biologico, costringendo le famiglie a lunghe e invasive battaglie legali per la stepchild adoption (adozione del figlio del partner), uno strumento parziale e insufficiente che non riconosce la dignità del progetto genitoriale. Chiediamo l’estensione del diritto all’adozione congiunta e l’accesso alla PMA per tutte le coppie e le persone single.
Diritti delle persone transgender e non binarie
Le persone gender non conformi affrontano sfide quotidiane che richiedono azioni concrete. È fondamentale garantire il riconoscimento legale dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione, aggiornando una legislazione vecchia di oltre 40 anni. Rivendichiamo l’obbligatorietà della “carriera alias” in ogni scuola, università e luogo di lavoro/servizio, per garantire il diritto di essere riconosciuto/riconosciuta con la propria identità senza discriminazioni e subito, in attesa di terminare un iter legale troppo lungo. L’accesso ai percorsi di affermazione di genere deve essere equo, gratuito e non patologizzato. Particolare attenzione va rivolta ai minori transgender, garantendo il loro diritto alla salute e all’istruzione senza pressioni normalizzanti che disconoscono il loro sentire.
Laicità dello Stato e salute
Rivendichiamo con forza la laicità delle istituzioni. Lo Stato non è confessionale.
- Una sanità attenta alle differenze e alle specifiche necessità delle persone LGBTQIA+: formazione, informazione e risposta ai bisogni specifici.
- Difesa della legge 194: il diritto all’aborto e all’autodeterminazione è intoccabile. Esigiamo che la salute riproduttiva sia libera da interferenze ideologiche.
- Fuori i “Pro Vita” dai consultori: chiediamo che le associazioni anti-scelta siano rimosse dalle strutture pubbliche. La salute deve essere gestita da personale laico e qualificato.
- Lotta alle discriminazioni: è urgente approvare una legge contro l’omolesbobitransfobia per proteggere le persone da violenze e pregiudizi. Combattiamo l’invenzione della cosiddetta “teoria del gender”, usata per alimentare paura e odio.
- Educazione sessuale e affettiva nelle scuole: chiediamo l’introduzione di percorsi curricolari basati su dati scientifici e sul rispetto di ogni diversità, per contrastare bullismo e stereotipi sin dalla giovane età.
- Resistenza all’oscurantismo: ricordiamo e respingiamo le posizioni prese sul territorio, come la “campana dei bimbi non nati” del vescovo Suetta, che mirano a colpevolizzare e minacciare le scelte individuali.
- Stop alle terapie di conversione: chiediamo il bando penale immediato di ogni pratica volta a reprimere l’orientamento sessuale o l’identità di genere. Queste non sono “cure”, ma forme di tortura psicologica.
Il Premio Queer come strumento politico
Il Sanremo Pride abita l’evento più seguito d’Italia, il Festival, attraverso il Premio Queer. Questo riconoscimento non è solo intrattenimento, ma uno strumento politico fondamentale per tenere alta l’attenzione sui diritti LGBTQIA+ in una vetrina internazionale. Attraverso l’arte e la cultura portiamo le nostre istanze nel dibattito pubblico, trasformando lo spettacolo in un atto di rivendicazione costante.
Pertanto:
- Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare per celebrare l’orgoglio e la laicità.
- Esortiamo le istituzioni ad assumersi la responsabilità di colmare un vuoto legislativo sempre più inaccettabile.
- Chiediamo ai media di raccontare la nostra comunità e tutte le sue componenti con rispetto, lontano da vecchi stereotipi, perché le persone sono vita vera, sentimenti, dolore e felicità, non proiezioni ideologiche su cui esercitare il sadismo di pseudo-maggioranze sedicenti “normali”.
Insieme, per un futuro di uguaglianza. Fiori d’arancio per tutti”.





