Le borgate dell’entroterra sanremese sono tornate da qualche giorno nel mirino dei ladri. Le aree più esposte risultano San Lorenzo, la zona interna di Sanremo e Verezzo, dove nelle ultime settimane si sono moltiplicate le denunce per furto in abitazione.
A fare il punto è Andrea Migliasso, dirigente del commissariato di Sanremo, che conferma un aumento degli episodi e analizza il fenomeno in una prospettiva più ampia.
“Abbiamo ricevuto numerose denunce di furto in abitazioni isolate del comune, appunto nelle borgate dell’entroterra. Non è un fenomeno nuovo, si ripropone ciclicamente perché vengono prese di mira le località più isolate e chiaramente meno sorvegliate”, spiega Migliasso.
L’analisi del dirigente Migliasso sui bersagli dei furti
Si tratta dunque di un’azione mirata verso contesti periferici, caratterizzati da scarsa illuminazione e minore presenza stabile di residenti, fattori che aumentano la vulnerabilità delle abitazioni.
Le indagini e i controlli sul territorio hanno consentito di ricostruire alcune modalità operative ricorrenti. I responsabili eviterebbero deliberatamente le vie di accesso principali: “Sicuramente, anche in seguito ai controlli che abbiamo intensificato, abbiamo potuto accertare che non vengono percorse le vie di accesso che, peraltro, sono molto poche e quindi verrebbero immediatamente notati anche dalla popolazione residente. Quindi evidentemente, come abbiamo accertato, arrivano dalle zone boschive che circondano queste realtà, diciamo di piccole frazioni, e interpretano i furti non visti dalle vie di accesso principali, quindi anche per noi diventa più difficile una vigilanza di pattuglia di polizia”, commenta Migliasso.
L’elemento morfologico del territorio diventa quindi un vantaggio per chi colpisce e una criticità per le attività di pattugliamento.
Le ronde
In risposta ai furti, alcuni residenti hanno organizzato ronde autonome. Una reazione comprensibile, afferma Migliasso, ma potenzialmente controproducente e un rischio per gli stessi cittadini.
“È comprensibile la reazione del cittadino che si vede minacciato nelle sue proprietà. È chiaro che la vigilanza in sé, ad opera di privati non professionisti, può rappresentare un rischio e può anche, diciamo, vanificare tutta l’attività che abbiamo rinforzato come forze dell’ordine, perché spesso è successo che certe segnalazioni non solo siano infondate – per carità, può succedere – ma ci si possa scambiare tra vari vigilantes, diciamo cittadini, insospettiti dalla presenza di altri cittadini”.
Il dirigente sottolinea come la conformazione delle zone colpite renda queste iniziative ancora più pericolose.
“Bisogna sottolineare che l’aspetto morfologico non aiuta e anzi rende questo tipo di reazione particolarmente rischiosa, perché chiaramente sono zone molto poco illuminate e presentano vie di fuga continue, per cui non risulterebbero utili per prevenire. Oltretutto certi centri urbani periferici vengono presi di mira per un certo brevissimo periodo di tempo e, quando vengono organizzati questo tipo di controlli, è già tardi. Intensificheremo noi i controlli su vasta scala, su ampio raggio, per fare in modo di intercettare questi ladri nel momento in cui dovessero usare autoveicoli, ma sicuramente nel circondario in cui operano, operano a piedi”, dichiara.
Chat di vicinato e videosorveglianza privata
Sul fronte della prevenzione, Migliasso indica soluzioni più efficaci della pattuglia spontanea: reti di comunicazione tra residenti e sistemi di allarme domestico.
“Sicuramente l’idea delle chat, che sono state promosse già in altri centri del Ponente, può avere un’efficacia migliore rispetto al pattugliamento dei privati, che sconsiglio vivamente”, dice il dirigente. “Può servire una videosorveglianza privata anche, diciamo, a livelli non professionali, ma che comunque può mettere in allarme il proprietario di casa anche quando sta dormendo o quando è fuori per lavoro”.
Il passaggio chiave resta la tempestività della segnalazione. “Quando invece vi è già la certezza di un tentativo di effrazione, chiamare le forze dell’ordine che possono intervenire molto rapidamente. Questa è la formula di prevenzione più efficace, a mio avviso”, sottolinea.
Intensificazione dei controlli di Polizia
Le istituzioni hanno già avviato un rafforzamento dei servizi, con pattugliamenti interforze e il supporto del reparto prevenzione crimine di Genova, nel tentativo di contrastare il fenomeno.
“La risposta delle istituzioni – della Prefettura, della Questura – è stata l’intensificazione dei controlli con le forze locali sul campo, più una serie di rinforzi e di controlli interforze nelle zone indicate, per contrastare il fenomeno, anche grazie all’impiego del reparto prevenzione crimine di Genova”, conclude.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa al dott. Migliasso.







