Il Casinò di Sanremo ha inaugurato la 94esima edizione dei Martedì Letterari con un ospite di assoluto rilievo: Franco Malerba, primo astronauta italiano. La conferenza ha condotto il pubblico in un affascinante viaggio tra scienza, esplorazione spaziale e prospettive future, aprendo una riflessione sulle sfide che attendono la cosiddetta Generazione Beta.
Al centro dell’incontro il tema “Spazio: le fondamenta del futuro”, sviluppato attraverso un racconto che ha intrecciato esperienza personale, progresso tecnologico e scenari futuri, offrendo uno sguardo approfondito sul ruolo strategico dello spazio nello sviluppo scientifico, economico e culturale delle prossime generazioni.
Dalla Luna alla space economy: lo spazio come nuova frontiera
Nel corso del suo intervento, Malerba ha ripercorso i grandi temi dell’esplorazione spaziale contemporanea, soffermandosi sul ritorno dell’uomo sulla Luna grazie al programma Artemis, nel quale l’Italia è coinvolta in modo significativo.
“Questa volta torniamo sulla Luna per restare, non solo per posare un piede, una bandiera e scappare”, ha spiegato, sottolineando come le nuove missioni, tra cui la più vicina Artemis, siano pensate in una prospettiva di lungo periodo.
Non poteva mancare anche il tema della space economy (economia dello spazio), un termine che identifica il crescente impatto economico e tecnologico delle attività spaziali sulla vita quotidiana. Secondo Malerba, il continuo trasferimento tecnologico dallo spazio alla Terra rappresenta uno dei maggiori valori aggiunti dell’esplorazione orbitale.
Cassini, Encelado e la ricerca della vita nell’Universo
Tra i momenti più evocativi della conferenza, la citazione del conterraneo Giovanni Domenico Cassini, nato a Perinaldo l’8 giugno 1625, richiamato come figura di riferimento della missione spaziale Cassini e delle più recenti scoperte legate al satellite di Saturno, Encelado.
“Proprio grazie a nuove interpretazioni dei dati Cassini, sono stati scoperti soffioni particolarmente interessanti sul satellite”, ha raccontato. “Sulla base di queste scoperte, durante l’ultima riunione del Consiglio dei ministri europei dell’ESA si è deciso di avviare una nuova missione per esplorare Encelado. Questi soffioni contengono materiali che potrebbero indicare un ambiente favorevole alla vita, in un oceano situato sotto la crosta ghiacciata del satellite”.
Essere primi nel mare di stelle
Non è mancato il racconto personale. Malerba ha ricordato il suo percorso segnato da selezioni complesse e da un contesto storico difficile per l’Italia. “La mia storia per diventare astronauta è stata atipica”, ha spiegato, ricordando di essere stato il primo italiano nello spazio grazie a una missione nata dal Piano Spaziale Nazionale negli anni Ottanta, in collaborazione con NASA ed ESA, che segnò anche “il debutto dell’Agenzia Spaziale Italiana nell’astronautica”.
“Essere il primo significa anche doversi costruire il percorso”, ha aggiunto, sottolineando la complessità di un cammino costruito passo dopo passo, fino alle missioni dello Space Shuttle. Un’esperienza intensa, scandita da ritmi serrati, molto diversa dalla routine attuale della Stazione Spaziale Internazionale, ma capace di lasciare un segno profondo. “L’esperienza dello spazio ci dà un imprinting che poi cerchiamo di conservare e trasmettere tornando a casa”, ha concluso l’ex astronauta.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Franco Malerba.







