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Con l’arrivo della primavera, la provincia di Imperia si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più rappresentativi del territorio: “Sanremo in Fiore”. La storica manifestazione, simbolo della tradizione floricola locale e volano turistico per la Riviera dei Fiori, torna a richiamare cittadini e visitatori.

Fino a domenica 29 marzo, Sanremo si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto: migliaia di fiori coloreranno la città tra installazioni, mostre e laboratori, in attesa della tradizionale sfilata dei carri fioriti, momento culminante dell’evento.

Dietro la spettacolarità dei carri si cela un lavoro attento e altamente specializzato, espressione di una tradizione che affonda le proprie radici nella floricoltura locale, ancora oggi protagonista indiscussa.

A vivere in prima linea questa esperienza sono i fiorai e i professionisti del settore, che ogni anno mettono in campo competenze, tecnica e creatività per dare forma a composizioni capaci di raccontare il territorio attraverso i fiori.

Tra le varietà più utilizzate spiccano i grandi classici, scelti per la loro resa estetica e durata: “La maggior parte sono garofani, perché è il fiore che tiene di più. Poi arriva la gerbera e i fiori primaverili per completare le composizioni”, spiega la fiorista di “Sanremo Fiorita”, Ida Guglielmi.

“La roba locale è quella più richiesta: ranuncoli, anemoni, sono i fiori simbolo di Sanremo”, sottolinea Andrea Vitale, fiorista di “Fiori la Foce”.

Una preferenza che non è solo estetica, ma anche culturale ed economica: valorizzare il territorio significa preservarne l’identità.

Se nel mondo del floral design le mode cambiano rapidamente, nel Corso Fiorito la logica è diversa. La struttura dei carri impone vincoli precisi: “Le tendenze contano poco: dobbiamo adattarci al carro, non il contrario”, precisa Guglielmi.

Ciò non esclude tocchi contemporanei, ma il cuore resta legato alla narrazione visiva del carro, dove ogni fiore ha una funzione precisa.

Uno degli aspetti più sottolineati dai professionisti è l’importanza della produzione locale: “È fondamentale mostrare ciò che produciamo qui. Il nostro clima ci permette di avere fiori tutto l’anno”, afferma Guglielmi. “Un fiore coltivato nella nostra zona batte cinque a uno quelli di fuori”.

Sul Corso Fiorito aggiunge: “La gente viene apposta per portare via i fiori: capisce quanto siano belli e importanti”.

Pensare a Sanremo senza i carri fioriti è, per molti, impossibile: “Poche città possono fare qualcosa del genere”, commenta Vitale. “Il nome di Sanremo deve girare intorno ai fiori e alle piante”.

Con migliaia di fiori per ogni carro, fino a 80.000 per singola creazione, il Corso Fiorito rappresenta un unicum in Italia, un vero e proprio museo a cielo aperto fatto di natura, arte e tradizione.

Tanti fiori così tutti insieme non li vedi da nessun’altra parte“, conclude Guglielmi.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste completa a Ida Guglielmi e Andrea Vitale.