Il futuro del mercato annonario approda in consiglio comunale per un appuntamento molto atteso alla viglia degli addetti ai lavori e suddiviso fra la richiesta di un monotematico presentata dalle minoranze e la discussione sul regolamento di disciplina di mercati e fiere, che è stato infine approvato con 17 voti favorevoli e 1 astenuto.
A seguire la seduta sono spettatori diversi addetti ai lavori del mercato matuziano.
Ad aprire il dibattito è Massimo Rossano, che ripercorre l’iter della richiesta depositata il 22 dicembre e le preoccupazioni emerse nei mesi scorsi.
“Siamo al 20 febbraio. Tutto è concordato affinché oggi si parli del mercato annonario.” dice Nel luglio 2025 espressi preoccupazione per il futuro perché si sentivano sui media voci di una potenziale privatizzazione. Chiesi di fissare una data per trattare la questione e di illustrare al consiglio le dinamiche e gli sviluppi che stanno orbitando intorno al mercato, viste le preoccupazioni. Tante città hanno investito per rafforzarlo. Oggi Sanremo è uno dei Comuni più ricchi degli ultimi 30 anni: sarebbe un peccato non progettare a riguardo. Quali sono state le interlocuzioni con le associazioni di categoria? Amaie Energia potrà avere un ruolo? I soldi ci sono, basta veicolarli e dargli un vincolo”.
Elisa Balstra mette invece al centro le preoccupazioni degli operatori, la maggiore delle quali riguarda una possibile privatizzazione e un ingresso della grande distribuzione.
“Oggi c’è necessità di un progetto di rivalorizzazione che al momento non vedo. Serve chiarezza. Negli ultimi anni non è stata prevista la figura di un direttore, che sarebbe fondamentale.” dice la consigliera di FDI, che poi aggiunge: “Inoltre, per quanto riguarda la sistemazione interna, ci sono situazioni infelici come quella dei coltivatori diretti. Potrebbe essere importante ampliare una fascia oraria e prevedere la somministrazione in un’area attrezzata”.
Molto del discorso verte sulla necessità, piuttosto condivisa dalle parti di innovare il Mercato annonario con l’obbiettivo di renderlo un appetibile attrazione tanto per i sanremesi quanto per i turisti.
Molti gli esempi ispiratori tirati in ballo, dal mercato annonario di Barcellona, quello di Berlino, di Budapest e Roma.
Giuseppe Faraldi richiama la ristrutturazione da 1 milione e 400 mila euro effettuata per evitare la chiusura alla vigilia della pandemia e sottolinea la necessità di un cambio di modello.
“Il mercato così non riesce ad andare avanti.” sottolinea piuttosto nettamente. “La concorrenza della grande distribuzione è pesante. O si fa una scelta importante portando più gente dentro oppure non ha futuro. Servirebbero una o due zone dove consumare. Non sono per il privato, ma bisogna cambiare inerzia. Non può essere solo l’amministrazione con iniezioni di denaro”.
Riprendendo gli esempi dei mercati annonari delle capitali e specificando più volte anch’esso di volere un mercato pubblico, Faraldi sottolinea comunque la necessità di guardare anche al funzionamento organizzativo dei modelli elencati, facendo notare che ad esempio il mercato di Barcellona è privato, mentre quello di Roma è gestito da un consorzio.
Prende allora la parola il sindaco Alessandro Mager, che chiarisce la posizione dell’amministrazione, ribadendo la contrarietà ad un ingresso privato.
“Non è arrivata alcuna proposta formalizzata di project financing.” dice “Se mai arrivasse, verrebbe valutata nel pubblico interesse. La volontà dell’amministrazione è salvaguardare l’aspetto pubblico del mercato. Ma senza un regolamento che lo renda più appetibile, chi volete che partecipi ai bandi? Dobbiamo creare condizioni che rendano fruibile e commercialmente interessante un banco”.
Nel corso del dibattito intervengono anche altri assessori, tra richieste di maggiore coinvolgimento del consiglio e osservazioni sul regolamento.
Umberto Bellini presenta emendamenti, tra cui l’istituzione della figura del direttore e modifiche relative alla gestione del mercato.
Chiusa la discussione sul monotematico, si passa al regolamento su mercati e fiere.
L’assessore Silvana Ormea, che da pochi mesi ha ereditato la pratica, illustra il percorso di confronto con gli operatori e la funzione del testo.
“Ho intensificato le occasioni di confronto con gli operatori e con le associazioni di categoria.” spiega la Ormea “Questo regolamento è propedeutico affinché l’amministrazione possa dare incarichi per consigliare come rilanciare il mercato. La novità principale è la somministrazione, nel rispetto delle norme. Non apriremo certamente ristoranti nel mercato. Specifico che, siccome alcune associzioni di categorie lo hanno sottolineato, che la presenza di un menù in questo contesto è a norma dilegge”.
Sul fronte votazioni, l’ordine del giorno di Rossano che impegna l’amministrazione a destinare risorse nei prossimi tre anni e a migliorare architettonicamente la struttura anche attraverso finanziamenti europei, viene approvato all’unanimità.
Respinti invece l’emendamento di Elisa Balestra e quello di Umberto Bellini.
Viene sottolineato dalle parti come molti dei punti, sia dei consiglieri che delle associazioni, potranno fungere da spunti per implementazioni del regolamento, che diventeranno fisiologiche quando il Governo Meloni rilascerà gli attesi decreti attuativi, che porteranno la questione definitivamente ad un punto successivo.







