carcere sanremo

Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 19, nel carcere di Valle Armea, a Sanremo, dove un detenuto di 21 anni, trasferito da pochi giorni dal carcere di Cuneo, ha tentato il suicidio.

Secondo quanto riferito da Giuseppe Giangrande, segretario provinciale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), il giovane ha cercato di togliersi la vita tagliandosi la gola con un pezzo di battiscopa rotto. Il gesto è stato prontamente sventato grazie al tempestivo intervento e alla professionalità degli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio, che sono riusciti a bloccare il detenuto evitando conseguenze più gravi.

Nel corso dell’intervento, il giovane, non riuscendo nel proprio intento, ha lanciato una mattonella contro un agente, colpendolo alla testa e ferendolo. Il poliziotto è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario interno al carcere e successivamente trasportato d’urgenza, con ambulanza e automedica, all’ospedale di Imperia.

“Purtroppo, ancora una volta, il grido d’allarme lanciato dal SAPPE rimane inascoltato da un’Amministrazione regionale sempre più distante e assente”, denuncia Vincenzo Tristaino, segretario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Non a caso, buona parte dei gravi eventi critici violenti che accadono vedono protagonisti proprio detenuti assegnati da Torino. Insomma, la Liguria e le sue carceri sono diventate la discarica sociale del Piemonte e della Valle d’Aosta: e questo è inaccettabile! Per questo auspichiamo che la riapertura, a Genova, del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Liguria avvenga in tempi rapidi”.

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, giudica la condotta dei detenuti violenti “irresponsabile e gravissima” ed evidenzia: “L’evento critico ha avuto termine grazie al solo intervento del personale di polizia penitenziaria di turno, unitamente ad altro personale giunto sul posto”.

Nell’esprimere solidarietà alla Polizia Penitenziaria di Sanremo, il segretario generale del SAPPE osserva: “Per avere un carcere sempre più sicuro occorrerà pensare a un insieme di misure e strategie che rendano la vita dei detenuti sicura, quella degli agenti meno problematica e quella della macchina meno complessa e più efficace”.

“Eventuali amnistie, indulti e condoni servono a poco se poi non seguono riforme strutturali”, conclude Capece.