Ermal Meta Stella Stellina

L’apertura della terza giornata in sala stampa al Teatro Ariston è di Ermal Meta, che presenta la sua ‘Stella Stellina‘ una ninna nanna tragica che rovescia l’innocenza infantile in un lamento funebre.

“Il tema del tempo attraversa tutto l’album – ha spiegato – È capace di creare bolle del passato e insieme una voglia di proiettarsi verso il futuro“. Dodici canzoni legate da un filo comune, tra memoria e tensione in avanti. Al centro anche il silenzio. “Grande tema di oggi, è un brano che vive di contrasti. Ti viene da ballare, poi ascolti il testo e ti fermi a pensare. Viviamo di tante micro-pause, è lo specchio del mondo in cui viviamo”.

Non sono mancati i riferimenti all’attualità e ai conflitti: “Non si può dire Gaza, non si può dire Palestina. Non mi interessano le critiche, a me interessa tenere fede all’impegno di cantautore e di essere coerente con me stesso. Non voglio che si dica ‘lui è quello dei temi sociali’, io ho solo il compito di raccontarmi e raccontare”.

Spazio anche a temi più personali: “Mia figlia Fortuna è meravigliosa, è innamorata della musica. Io e mia moglie abbiamo adottato due bimbe in un orfanotrofio in Albania, così sono passato da zero a tre nel giro di un anno. Amo la mia famiglia e la porto sempre con me. Voglio fare vivere la musica a mia figlia in un modo che mi permette di avvicinarmi a lei, non allontanarmi”.

Stella Stellina

‘Stella Stellina?’ parte dalla filastrocca più dolce dell’infanzia per trasformarla in un racconto di perdita. La notte che si avvicina non porta il sonno, ma il buio. La ‘nuvola che risale dalla tua casa’ richiama il fumo di un’esplosione, l’istante in cui una bambina scompare. La bambola ritrovata diventa un simbolo straziante: un frammento di infanzia che rende la morte ancora più concreta”, ha commentato.

La ‘vita di un giorno’, come quella delle farfalle, racconta la brevità crudele dell’esistenza spezzata. La bambina diventa ‘figlia di nessuno’, una melodia affidata alla memoria di chi l’ha amata. Eppure, nel finale, si apre uno spiraglio: la primavera tornerà, l’assenza si farà vento della sera. Un’utopia necessaria per continuare a respirare, l’idea che chi è stato amato diventi parte di un ciclo che non si spezza.

Ermal Meta

Cantante, autore e polistrumentista, Meta nasce a Fier, in Albania, il 20 aprile 1981 e si trasferisce a Bari a tredici anni. Dopo gli esordi con Ameba 4 e la fondazione de La Fame di Camilla – con cui partecipa a Sanremo Giovani – conquista il grande pubblico nel 2018, quando vince il Festival di Sanremo insieme a Fabrizio Moro con ‘Non mi avete fatto niente’, brano scritto dopo l’attentato al concerto di Ariana Grande a Manchester.