Andrea Bocelli torna al Festival di Sanremo come superospite della serata finale. In conferenza stampa viene accolto da un lungo applauso, segno di un legame che dura da trent’anni.
“Sono 30 anni passati da quando ho calcato questo palco per la prima volta.” dice il maestro “Sarò pieno di grandi ricordi, alcuni anche un po’ romantici.”
Fra i ricordi più vividi che Bocelli afferma di ricordare di quel momento è la presenza dei genitori, che presenti in sala.
“Mio padre, silenzioso e schivo, si è messo dalle spalle di tutti” descrive “e invece mia madre, esuberante, nelle prime file a fare il tifo. Sono sempre molto legato alle mie origini.”
Bocelli ripercorre poi l’inizio della carriera, nata ufficialmente qui a Sanremo, ma dopo una lunga gavetta tra studio del pianoforte e serate nei piano bar, quando Sanremo era ancora un sogno suggerito dagli altri, dopo un po’ anche fastidioso.
“Quando le persone mi ascoltavano mi dicevano in continuazione che dovevo andare a Sanremo.” racconta “Dopo un po’, stufandomi, dicevo in continuazione che ci ero già andato in vacanza. Poi successe per davvero”
Tra i ricordi più recenti anche l’esperienza allo stadio San Siro in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
“Mi sono trovato a nello stadio della mia squadra, l’Inter. Era un’esperienza che ero curioso di vivere. C’era poi l’idea di fare una cosa per il mio paese poi, cercare di dare il mio contributo, anche se il contributo di un cantante è marginale. Sapevo di rappresentare l’Italia e ho cercato di farlo nel migliore dei modi. La presenza di tante celebrità, di tanti personaggi del mondo delle istituzioni rendeva l’atmosfera molto singolare. Anche per uno come me, abituato a questo tipo di tensione, c’era molta curiosità. E mi sono divertito.”
Sulla possibilità di vedere i figli un giorno sul palco dell’Ariston, risponde con ironia.
“Se me lo dicesse Matteo, a 28 anni, direi vai pure.” dice Bocelli in tono scherzoso “Se invece me lo dicesse Virginia direi che è meglio prima che vada a scuola.”
Fra le domande chieste al maestro sull’e l’aneddoto sull’incontro con Snoop Dogg.
“Snoop Dogg è simpaticissimo. Devo però confessare che non lo conoscevo. Per questo in casa mi hanno trattato malissimo” dice ridendo “. Ho avvertito una stima sincera. Non so se faremo un brano in futuro, ma abbiamo legato.”
Infine, uno sguardo al successo e alla disciplina necessaria per affrontare il mestiere.
“Oggi non ci sono parametri oggettivi per poter essere relativamente certi di raggiungere il successo. A chi vuole fare “
E nel ricordare quel febbraio del 1994, con la vittoria alle Nuove Proposte, dedica parole di gratitudine a Pippo Baudo.
“Lo avevo già conosciuto prima tramite amici. Lui sapeva di me e io per lui proverò eterna gratitudine. Ha fatto di tutto per far sì che fossi al Festival. Di lui ricordo un grande professionista, una persona colta, educata, garbata, ma anche di spessore.”







