“La riforma sugli ospedali di terzo livello rischia di accentrare poteri e risorse, indebolendo il ruolo delle Regioni e la rete territoriale. Dietro l’idea dei “super ospedali” si nasconde lo spostamento delle decisioni e dei finanziamenti verso pochi grandi poli. Il disegno di legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale introduce una nuova categoria di strutture di eccellenza con bacino nazionale. Ma il punto politico è chiaro: se le risorse e le leve decisionali si concentrano a livello centrale e in pochi grandi soggetti – grandi ospedali, mondo accademico, enti privati non profit o religiosi – il rischio è quello di alterare l’equilibrio del sistema sanitario regionale. Infatti, la norma prevede all’articolo 2 la previsione di “risorse specifiche per lo svolgimento di funzioni di rilievo nazionale”, a cui è logico prevedere come corrispettivo uno spazio di gestione da parte del Governo. Una scelta di questo tipo potrebbe accentuare una torsione ospedalocentrica, mettendo in secondo piano prevenzione, medicina territoriale e distretti. Proprio quei servizi che garantiscono risposte concrete ai bisogni quotidiani dei cittadini: accesso alle cure, continuità assistenziale, presa in carico delle persone fragili. Per questo la risposta dell’assessore Nicolò in aula non è stata rassicurante. Di fronte a una riforma così delicata non possono bastare valutazioni interlocutorie. È necessario che la Regione esprima una posizione chiara in sede di Conferenza Stato-Regioni, chiarendo se intenda difendere l’autonomia regionale e l’equilibrio della rete sanitaria ligure oppure accettare un progressivo accentramento delle funzioni e delle risorse. Su un tema che incide direttamente sull’organizzazione della sanità pubblica e sulla qualità dei servizi, la Liguria non può restare ambigua. Serve trasparenza, serve chiarezza, serve una scelta politica netta”, dichiara il consigliere regionale PD Enrico Ioculano dopo la risposta in aula alla sua interrogazione sugli ospedali di terzo livello.







