A un anno di distanza da due vicende che avevano scosso la quiete di San Lorenzo al Mare, l’occasione di fare il punto è arrivata durante un confronto con il sindaco Enzo Mazzarese. Due episodi molto diversi tra loro ma che, nel corso del 2025, avevano attirato l’attenzione della comunità della valle del San Lorenzo.
Se nelle zone più interne della valle la presenza di animali selvatici non è una novità, diverso era stato il caso registrato proprio a San Lorenzo al Mare. In questo stesso periodo, lo scorso anno, l’avvistamento di un animale – mai identificato con certezza, se un lupo o un canide selvatico – aveva destato non poca preoccupazione tra residenti e allevatori.
L’animale, infatti, era stato ritenuto responsabile di un attacco a capi di bestiame avvenuto sul territorio comunale. Un episodio che avevano acceso il dibattito sulla presenza di predatori anche nelle aree più vicine al centro abitato e sulla necessità di monitorare con attenzione il fenomeno.
“Dopo quell’episodio non abbiamo più avuto situazioni simili e mi pare che nelle zone montane, comunque nell’entroterra, sia un problema che esiste”, dice il sindaco. “Anche qualche giorno fa ho sentito che ci sono stati degli attacchi. Noi qui non abbiamo più avuto episodi del genere. Per fortuna non abbiamo più avuto episodi di questo genere, per cui non è stato necessario mettere in campo ulteriori iniziative per affrontare questa problematica”.
Un altro tema che ha animato il dibattito a cavallo tra il 2024 e il 2025 riguarda il progetto del parco eolico nell’entroterra della valle del San Lorenzo, con particolare attenzione alle aree di Boscomare, Pietrabruna e Cipressa. Sebbene i toni si siano in parte calmati, la questione mantiene rilevanza nel dibattito provinciale, per le sue implicazioni ambientali e territoriali.
“Come ribadito, riteniamo importantissime tutte le iniziative popolari che sono state messe in campo. Hanno sicuramente un’importanza decisiva. Per quanto riguarda invece noi, come amministrazione, giochiamo un’altra partita e abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Abbiamo prodotto delle osservazioni molto circostanziate, per cui siamo stati parecchie sere a lavorare per prepararle e le abbiamo mandate all’amministrazione competente. Non solo San Lorenzo ma tutti i comuni interessati hanno prodotto delle osservazioni, nessuno escluso, ovviamente negative, perché siamo fortemente contrari a questa iniziativa. Questo non significa essere contrari alle fonti rinnovabili: significa essere contrari a un intervento assolutamente sproporzionato rispetto al territorio e rispetto al beneficio che può portare”.
Tra gli aspetti più critici segnalati figurano le opere di accesso al cantiere, che per il centro costiero non coinvolgerebbero direttamente il parco eolico, ma riguarderebbero le vie necessarie per raggiungere l’opera.
“Il territorio è molto piccolo e le pale sarebbero comunque sul territorio di Pietrabruna e di Cipressa, quindi a poca distanza. Noi però saremmo interessati dalla rampa di accesso al cantiere che dall’Aurelia, appena usciti dall’abitato, doveva partire una rampa larga sette metri salendo per quella collina che si chiama monte Petachin, con pendenze assurde, senza che ci fosse un minimo studio su quelli che erano gli aspetti di raccolta delle acque, l’incidenza sul traffico, l’impatto che quel tipo di lavoro avrebbe avuto sul territorio. Un intervento assolutamente improponibile per quello che è il nostro territorio. Questo anche alla luce del fatto che la tecnologia va avanti e che esistono molte forme di produzione di energia rinnovabile, soprattutto interessanti perché davanti c’è la parola ‘mini’: mini eolico, mini idroelettrico. Sono fonti che hanno impatto quasi zero, costi ben più accessibili e che, se realizzate con accuratezza sul territorio, portano lo stesso beneficio senza deturparlo”, conclude il primo cittadino.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Mazzarese.







