spinosi - di muro

Una segnalazione ufficiale alla Prefettura di Imperia è stata inviata dall’avvocata Maria Spinosi, a nome del Comitato Intemelio per il No – società civile formale, riguardo a quanto definito “una condotta che non può essere archiviata come leggerezza”.

Durante il silenzio elettorale per il referendum sulla giustizia, sul profilo istituzionale riconducibile al sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro, è comparso un post con la scritta: “Sì vota”.

“Non un’opinione privata e neppure un errore”, sottolinea Spinosi. “Un’indicazione di voto veicolata attraverso un canale istituzionale, nel momento in cui la legge impone il silenzio. Il silenzio elettorale esiste per una ragione precisa: togliere di mezzo il potere, quando il cittadino deve decidere da solo. Se è proprio chi esercita quel potere a parlare e a orientare, il problema non è l’interpretazione della norma. È il rispetto delle regole: non siamo davanti a una sfumatura, siamo davanti a un limite oltrepassato. Le istituzioni non sono strumenti di propaganda e chi le rappresenta non può usarle come megafono personale, soprattutto quando la legge impone di tacere”.

La segnalazione è ora al vaglio della Prefettura, ma, sottolinea Spinosi, “quando le regole valgono per tutti tranne che per chi governa, la fiducia non si indebolisce: si spezza”.

Anche Ventimiglia Progressista – rappresentata da Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni e dalla stessa Spinosi – interviene sul caso: “Come si può avere fiducia in rappresentanti delle istituzioni quando le regole democratiche, poste a garanzia del rispetto etico e istituzionale, vengono eluse, neppure apertamente violate, ma aggirate con calcolo, e i cittadini, che quelle regole dovrebbero proteggere, diventano invece destinatari di messaggi orientati e manipolativi? Il silenzio elettorale non è un dettaglio formale. È una regola di garanzia. Serve a sottrarre il cittadino, almeno in quel passaggio decisivo, a ogni influenza impropria, soprattutto se proveniente da chi esercita una funzione pubblica. Eluderlo consapevolmente, per di più attraverso canali istituzionali, non è una leggerezza. È una violazione sostanziale dello spirito democratico”.