referendum giustizia

Gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, una consultazione che può modificare profondamente l’assetto della magistratura in Italia. I seggi sono aperti oggi, domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15.

La consultazione riguarda una legge costituzionale già approvata dal Parlamento – nota come Riforma Nordio – che non ha però ottenuto la maggioranza qualificata richiesta per entrare in vigore senza referendum. Per questo motivo gli elettori sono chiamati a esprimersi con un semplice “” o “No” alla conferma della riforma nel suo complesso.

Cosa prevede la riforma

La legge sottoposta a referendum modifica sette articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) e interviene sull’organizzazione della magistratura e sul suo autogoverno.

I punti principali sono:

  • separazione costituzionale delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati requirenti (pubblici ministeri);
  • scissione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica;
  • nuovo sistema di selezione dei membri dei CSM attraverso sorteggio da elenchi predisposti dal Parlamento, anziché tramite elezione interna;
  • istituzione di un’Alta Corte Disciplinare per i magistrati, con funzioni di giudizio disciplinare separate da quelle dell’autogoverno.

Si tratta di un referendum costituzionale confermativo, per il quale non è previsto il quorum: il testo verrà approvato se la maggioranza dei voti validi è a favore del ““, e respinto se prevale il “No“.

Cosa succede se vincono i “Sì” o i “No”

Se vince il “Sì

La legge costituzionale confermata entrerà in vigore e l’assetto della magistratura cambierà secondo il testo approvato dal Parlamento. In concreto, la magistratura avrà carriere separate tra giudici e pubblici ministeri, con due organi di autogoverno distinti e una nuova disciplina delle funzioni di controllo e disciplina dei magistrati. Questo risultato darà anche un impulso politico significativo al governo attuale, rafforzando la posizione di chi ha promosso la riforma.

Se vince il “No

La riforma costituzionale non entrerà in vigore e resterà valido l’attuale impianto costituzionale: un unico ordine della magistratura e un unico CSM. Il dibattito pubblico sulle modifiche rimarrà aperto, ma ogni cambiamento simile dovrà essere nuovamente discusso dal Parlamento e, eventualmente, sottoposto a un nuovo procedimento di revisione costituzionale. (Virgilio.it)

Al voto in Liguria e provincia di Imperia

Alle ore 12 di oggi, i dati sull’affluenza in Liguria mostrano che ha votato il 17,50% degli aventi diritto, mentre nella provincia di Imperia la partecipazione è del 14,72%.