giuseppe fossati

Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota stampa del vicesindaco di Imperia, Giuseppe Fossati.

“Forse complice il periodo festivo, si registrano solo oggi i commenti del cons. Sardi e del Pd2 (ossia dei cons. Verda e Bellotti) sul Consiglio comunale del 29 dicembre, che ha delineato le strategie che porteranno, con tempi celeri, al completamento del porto turistico di Imperia.

Il cons. Bracco (a nome del Pd1?) era intervenuto già alle 7.30 della mattina del 30 dicembre, ossia circa quattro ore dopo la fine del Consiglio (!), annunciando l’ennesimo esposto.

Non credo sia il caso di dedicare tempo o spendere parole sull’ennesimo esposto del cons. Bracco: ormai non fa nemmeno più notizia. Farebbe notizia, e sarebbe clamoroso, il contrario. Immaginiamoci i titoli cubitali: “Clamoroso a Imperia! Bracco oggi non ha depositato nessun esposto!” Scajola commenta: “Sono preoccupato, avremo mica sbagliato qualcosa?”.

Detto ciò, due parole sull’intervento di Sardi e del Pd2 credo sia il caso di farle.

Il Pd2 sviluppa un intervento politico corretto nei modi e nei toni, che evidenzia ritenute potenziali criticità e chiede una condivisione del Consiglio nelle scelte.

Un intervento al quale credo sia giusto replicare unicamente che le ritenute potenziali criticità, a nostro avviso, non sussistono e che, anzi, la delibera – portata in Consiglio proprio per coinvolgerlo – è funzionale ad affrontare lo scenario nuovo che si è presentato.

Se la Corte dei Conti precisa che non si possono fare sconti agli ex titolari di posti barca e le analisi di mercato indicano che oggi c’è poca propensione all’acquisto e una maggiore propensione all’affitto dei posti barca, con conseguente maggiore potenziale redditività dell’operazione imprenditoriale, è giusto e doveroso, come fatto il 29 dicembre, dare adeguati nuovi indirizzi alla Marina di Imperia: individuazione di cinque lotti non costituenti servizi pubblici, da affidare a partner privati da reperire con gara al miglior offerente; aggiornamento del piano economico-finanziario; elaborazione di un progetto per maggiori opere a favore della città (in sostanza, la totale riqualificazione anche del fronte mare e della passeggiata della Marina).

Se Marina di Imperia incassa di più, si chiede di realizzare più opere per la comunità; non si riduce certo la durata della concessione, come qualche sconsiderato ha proposto.

Con toni che credo fuori luogo per un tema così serio e importante per il futuro della città, invece, il cons. Sardi si lamenta che il sindaco, secondo lui “un po’ alticcio da sbornia autocelebrativa”, avrebbe parlato troppo, con un intervento da “caudillo”.

In sostanza, se il sindaco non condivide, non spiega e non si rapporta con il Consiglio comunale, è irrispettoso del Consiglio; se invece condivide, spiega e si rapporta con il consiglio comunale, è un “caudillo, un po’ alticcio da sbornia autocelebrativa”.

Confesso che ho difficoltà a seguire il ragionamento del cons. Sardi.

Di certo, mi pare di aver inteso che, per il cons. Sardi, terminare il porto turistico sarà un intervento, manco a dirlo, “a trazione speculativa”, con effetto “inconsistente, sia in termini occupazionali sia di indotto”.

Ora, capisco tutto: capisco l’ideologica psicosi di riferimento della sinistra per gli investimenti, che sono sempre “a trazione speculativa”, ma come si possa pensare che 150 milioni di investimento, un grande albergo, una discoteca, un distributore per la nautica, decine di residenze turistiche, locali commerciali e artigianali, 1.400 posti barca e dei cantieri navali possano avere un effetto “inconsistente, sia in termini occupazionali sia di indotto”, rimane un mistero.

Forse, per Sardi, sarebbe meglio lasciare tutto così?

La sensazione è che ci siano molti preconcetti politici, molta demagogia e, mi si consenta, anche molta miopia”.