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Si è chiusa un’intensa edizione 2026 del Dakar Rally, un viaggio lungo tredici tappe che hanno messo a durissima prova uomini, donne e mezzi arrivati da ogni parte del mondo, lungo un percorso accidentato tra dune sabbiose, rocce, sbalzi di temperatura repentini e alti chilometraggi nel cuore dell’Arabia Saudita, con Yanbu come avvio e termine della gara. Una prova tanto affascinante quanto estrema, che rende lo stesso arrivo al traguardo tutt’altro che scontato.

Sono state tre in tutto le spedizioni nel deserto in questa edizione che hanno visto la partecipazione di membri del Ponente ligure, capaci di distinguersi sia nella classifica assoluta che nella categoria Classic.

Per l’ex centauro di Chiusanico, oggi passato alle quattro ruote, Maurizio Gerini, dopo l’infausta edizione 2025 conclusasi con il ritiro anticipato, la Dakar 2026 si è chiusa con un ottimo 20° posto assoluto. Gerini ha affrontato la gara da copilota in un affiatato tandem con la pilota spagnola Laia Sanz, nella categoria T1+, a bordo della Ebro Audax S800 XRR.

Il duo italo-spagnolo ha occupato a lungo posizioni a ridosso della top-15, tagliando il traguardo con un distacco contenuto dalla Dacia Sandrider del qatariota Nasser Al-Attiyah, vincitore della sua sesta Dakar e bronzo olimpico a Londra 2012, affiancato dal francese Fabian Lurquin.

“Siamo molto contenti”, dice il pilota, “soprattutto per il debutto della Ebro, una vettura nuova che si è dimostrata subito affidabile. A parte un piccolo problema a una cinghia del motore, che ci ha fatto perdere un po’ di tempo in una tappa, siamo stati molto regolari e sempre competitivi. È stata una Dakar un po’ più scorrevole rispetto al passato e i distacchi tra i primi erano minimi. A metà gara avevamo meno di un’ora dal leader pur essendo intorno alla ventesima posizione. Basta davvero poco per scendere in classifica, ma nel complesso è stata una gara molto positiva”.

Nella categoria Classic erano invece impegnati gli altri due equipaggi del Ponente.

Grande prova per Francesca Gasperi, navigatrice sulla Mitsubishi Pajero Evolution 3200 guidata da Giuliano Bergo, che ha chiuso la Dakar con un eccellente 17° posto assoluto.

“L’inizio è stato complicato per capire bene il sistema di regolarità, che è molto diverso dalla Dakar tradizionale”, racconta Gasperi, descrivendo una gara in costante crescita. “Una volta assimilato il meccanismo, la navigazione non è stata un problema e nella seconda parte di gara siamo riusciti a risalire fino al 17° posto su 98 equipaggi. È stata un’esperienza formidabile, sia dal punto di vista sportivo che umano. L’ambiente della Classic è speciale e sono già carica per le prossime sfide”.

Luciano Carcheri e Fabrizia Pons hanno concluso al 29° posto una corsa particolarmente dura, segnata da tappe Marathon, condizioni estreme e continui imprevisti tecnici. Il pilota del Golfo Dianese ha affrontato la gara senza assistenza, occupandosi personalmente delle riparazioni e degli interventi fra una tappa e l’altra sulla sua Isuzu Vehicross V6 3500 del 2000, schierata dalla Squadra Corse Angelo Caffi e sponsorizzata ufficialmente, grande novità di quest’anno, dalla Regione Liguria, nell’ambito di un più ampio progetto di promozione turistica nei Paesi arabi.