Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Cristian Quesada, del Partito Democratico della provincia di Imperia.
âDa queste parti la figura imponente del Presidente Toti si vede poco, a parte quando câĂš da partecipare a qualche prestigiosa premiazione o in occasioni che siano in grado di richiamare un grande interesse mediatico. A telecamere e taccuini schierati entra in scena la sua vera grande capacitĂ : fare promesse!
Tra le tante fatte e regolarmente non mantenute, come Partito Democratico della provincia di Imperia vogliamo stavolta ricordarne due:
– lâacquisto ed il rilancio della sede del Polo Universitario di Imperia,
– lâacquisto del deposito di Riviera Trasporti in Corso Cavallotti a Sanremo
La prima promessa si trascina e reitera ormai da diversi anni; impegni solenni, ferme rassicurazioni ma il destino del Polo Universitario rimane sempre incerto.
Lâassessore Marco Scajola, plenipotenziario del Presidente qui nellâestremo ponente, oltre a non muovere foglia, sulla vicenda non proferisce neanche verbo a parte, ovviamente, lanciare ogni volta la palla in tribuna. I discepoli piĂč convinti del c.d âmodello Genovaâ alla prova dei fatti diventano i campioni del non decidere e del rimandare.
Stessa procedura quella adottata per la seconda grande promessa; lâacquisto del deposito RT. In questo caso câĂš pure lâaggravante della estrema faccia tosta; dieci giorni dieci, prima delle ultime elezioni regionali il presidente Toti, alla presenza del Sindaco Biancheri, ha dato per certo lâacquisto, una mera formalitĂ da sistemare una volta rieletto alla guida della Regione, azzardando addirittura la fatidica data per la firma dellâatto.
La questione Ăš stata parcheggiata sulle scrivanie della Filse e lĂŹ sta tranquillamente svernando assieme a tante altre, nonostante le sollecitazioni ed interrogazioni del consigliere regionale Enrico Ioculano, a tuttâoggi prive di riscontro.
Anche qui colpisce il silenzio assordante dellâaltro uomo simbolo della squadra ponentina di Toti, lâassessore ai trasporti Gianni Berrino il quale ultimamente forse si vergogna di come vengono bistrattati Sanremo e dintorni.
Ci tornano alla memoria i tempi di quando i due giovani campioni del centrodestra locale ricorrevano sdegnati alla metafora di âGenova matrignaââ.








