Il messaggio del vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, per la Santa Pasqua, la ricorrenza più importante del cristianesimo, è un invito alla speranza, alla pace e alla fiducia, in un tempo segnato da profonde difficoltà a livello globale.
“Rivolgo a tutti gli auguri più fervidi e più belli di una Pasqua buona e santa”, esordisce il vescovo.
“Una Pasqua buona può dipendere da tanti fattori, dai più elementari, come ad esempio ci auguriamo anche che sia una bella giornata di sole, ma soprattutto per buona intendiamo una Pasqua vissuta nell’armonia delle nostre relazioni, della famiglia, nella salute, nella buona pace con tutti, nella sicurezza dei vari aspetti della vita che tutti desideriamo e di cui tutti abbiamo profondamente bisogno. E questo naturalmente è un aspetto umano, ma molto importante che la Pasqua viene a raccogliere, a sottolineare e a promuovere appunto come un’attitudine di fiducia e di speranza”.
Un richiamo, quello del presule, che distingue nettamente tra ottimismo umano e speranza cristiana: “Questa attitudine alla fiducia e alla speranza non si fondano soltanto su un vago ottimismo umano che naturalmente in prospettiva pensa sempre che le cose debbano andare meglio, poi in realtà al limite diventa un fragile calcolo di probabilità quando c’è un po’ di fondamento. La speranza cristiana è un’altra cosa e la Pasqua è annuncio di questa speranza. Perché? Perché si fonda sulla parola di Gesù, sulle sue promesse, ma più ancora sul fatto luminoso e glorioso della sua risurrezione”.
Il cuore del messaggio pasquale è proprio questo: “Il cuore della fede cristiana, il fondamento della fede cristiana è la risurrezione di Gesù. Egli è morto offrendo la sua vita in riscatto per tutti ed è tornato alla vita risorgendo e uscendo vivo dal sepolcro. Questo fonda la nostra speranza e fonda anche molto concretamente, anche se non sempre purtroppo noi ne abbiamo l’evidenza che vorremmo, fonda anche il nostro anelito alla pace”.
Un tema, quello della pace, che il vescovo definisce “molto prezioso ed urgente in questo triste periodo che l’umanità sta vivendo”.
“Ci sono tantissimi focolai di guerra su tutto il pianeta, più di 50. Noi siamo abituati a pensare alle guerre famose e importanti di cui tutti i giorni sentiamo parlare e sono certamente eventi terribili, ma ci sono altre guerre di cui nessuno parla che insanguinano il mondo, che uccidono tante persone e tantissime altre ne fanno soffrire, o fisicamente o moralmente e spiritualmente”.
Il riferimento è al saluto del Risorto: “Il Risorto, incontrando i discepoli, saluta sempre dicendo ‘pace a voi’. Non sono parole vuote, sono parole che si fondano su questo reale avvenimento che si colloca nel cuore della storia. La morte è stata vinta dalla vita, le tenebre sono state vinte dalla luce, il peccato è stato vinto dalla misericordia e dal perdono di Dio”.
Da qui l’augurio finale: “E allora il mio augurio per tutti è di lasciare entrare profondamente la Pasqua nei nostri cuori, affinché possiamo avere sempre uno sguardo di speranza nonostante tutto, nonostante le situazioni personali che magari ci affaticano e nonostante quello che si vede sulla scena del mondo”.
E un invito alla preghiera per la pace: “Per il mondo desidero invitare tutti alla preghiera affinché per superare la tragedia di ogni guerra noi impariamo a non affidarci ai calcoli o ai compromessi umani, ma a lasciare penetrare sempre di più la sapienza, la logica, la forza del Vangelo a tutti i livelli della vita umana, nelle relazioni interpersonali, ma anche nella organizzazione degli stati, delle leggi e di tutto ciò che deve orientare il mondo al bene, al progresso vero e non alla distruzione”.
“E dunque buona Pasqua a tutti, buona Pasqua al mondo intero”, conclude.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a mons. Suetta.







