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Proseguono in questi giorni – e vanno avanti ormai da anni – gli incontri di Coldiretti Imperia con gli organi competenti per affrontare uno dei problemi piĂą pressanti della provincia: la gestione delle risorse idriche.

Le parole di Domenico Pautasso

Ai nostri microfoni a fare il punto della situazione il direttore di Coldiretti Imperia, Domenico Pautasso.

“Questa è una regione che non è povera di acqua, tantomeno la nostra provincia. Eppure, paradossalmente, meno del 10% degli uliveti è irrigato. Circa il 30% delle imprese agricole utilizza acqua potabile per l’irrigazione, con costi di gestione ormai insostenibili. Non c’è una pianificazione, chiediamo da anni la realizzazione di piccoli bacini, invasi e reti per distribuire l’acqua ad uso agricolo. Questi interventi non servono solo all’agricoltura: garantirebbero acqua anche per uso civile e idroelettrico“, ha esordito Pautasso.

Ripetutamente negli anni c’è stata la richiesta affinchĂ© si passasse in tempi brevi dalle parole ai fatti per risolvere il crescente problema dell’emergenza idrica attraverso la realizzazione di piccoli bacini.

Secondo Coldiretti, la soluzione potrebbe essere rappresentata da invasi, piccoli bacini che possono essere realizzati rapidamente, a costi contenuti, con un impatto ambientale limitato e replicabili in diverse zone della provincia. Oltre a garantire l’approvvigionamento idrico agricolo, i mini-invasi possono contribuire alla prevenzione degli incendi, alla produzione energetica e generare benefici anche per il turismo e il settore ricettivo.

Le mosse di Coldiretti Imperia

“Sono ormai piĂą di nove anni che sono a Imperia e piĂą di nove anni che proponiamo queste soluzioni alle istituzioni, ma ancora non vediamo una presa di posizione chiara. Iniziare oggi significherebbe ottenere risultati concreti entro 15 anni, ma se continuiamo a rimandare, il problema resterĂ  irrisolto”, ha aggiunto Pautasso.

A tal proposito, pochi giorni fa, Pautasso aveva parlato del dissesto idrogeologico in provincia di Imperia, dopo gli eventi di Niscemi. “Ogni volta che piove o che il clima è siccitoso, emergono i problemi legati a un territorio non adeguatamente servito da una rete idrica efficiente. Serve un progetto strategico che tenga conto della geomorfologia locale e degli sprechi attuali delle risorse idriche”.

I cambiamenti climatici, l’abbandono delle aree interne e la cementificazione della costa, infatti, hanno reso il territorio più fragile.

“Dobbiamo portare l’acqua nelle zone ancora non servite come risposta alle ricorrenti siccitĂ  e, allo stesso tempo, garantire un corretto deflusso delle acque durante eventi climatici estremi, per tutelare la sicurezza dei cittadini e prevenire danni alle imprese agricole e ittiche del territorio”, ha concluso.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Pautasso.