Nuovi problemi per l’ospedale Saint Charles di Bordighera. I sindacati contestano il quadro organizzativo e gestionale attualmente in essere presso la struttura, denunciando criticità che coinvolgono turni, personale e condizioni di lavoro.
Durante la riunione di ieri, alla quale hanno partecipato FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, FIALS, Nursing Up, Nursind e RSU-ATS Area 1, le organizzazioni sindacali hanno segnalato diverse criticità organizzative. In particolare, le sigle denunciano un possibile taglio di personale e ore lavorative, con riferimento ai fisioterapisti, per i quali si prospetterebbe una riduzione di quasi il 50% delle ore, pur mantenendo invariato il numero delle prestazioni. Una situazione che, secondo i sindacati, rischia di aggravare ulteriormente le liste d’attesa, ferme a ottobre 2024, per i pazienti cronici in attesa di trattamenti riabilitativi.
Parallelamente vengono segnalate una carenza di personale OSS e una riduzione del numero di operatori presenti nei turni, con potenziali ripercussioni sull’organizzazione complessiva del lavoro e sulla sicurezza delle cure. Secondo le organizzazioni, le criticità coinvolgerebbero tutto il personale, dai dipendenti ai collaboratori in partita IVA fino agli operatori in distacco da ASL1, con problemi nella gestione dei turni, nella chiarezza delle linee di comando e nel rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Alle preoccupazioni dei sindacati si aggiungono quelle dell’ex consigliere comunale di opposizione Giuseppe Trucchi, che ripercorre la storia della privatizzazione, sottolineando le difficoltà emerse nel tempo e le scelte che, a suo avviso, hanno influito sulle criticità attuali.
“È una situazione che parte da lontano. Parte da otto anni fa, quando è stato fatto questo bando di gara per la privatizzazione”, afferma. “Secondo me il bando era già nato difficilmente sostenibile sul piano economico, tant’è vero che ci sono voluti cinque anni per firmare il contratto”.
Trucchi sottolinea inoltre come il clima attuale non aiuti: “Il problema principale è che adesso noi ci troviamo di fronte al licenziamento di persone, a una grave agitazione sindacale e anche a un grande dubbio sul futuro”. A livello finanziario, l’ex consigliere è netto: “Non è sostenibile finanziariamente pensare di gestire un pronto soccorso, una chirurgia, una medicina, un’ortopedia, una riabilitazione, una dialisi con 15 milioni di euro”.
Al coro di richieste di chiarimento si aggiunge anche il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità, Enrico Ioculano, che ha chiesto la trasmissione della relazione relativa all’attività di controllo svolta ieri dagli ispettori di Azienda Tutela Salute Liguria sulla gestione dell’ospedale. La richiesta si inserisce in un percorso istituzionale già avviato: lo scorso 11 febbraio, Ioculano aveva infatti presentato un’interrogazione per chiarire chi sia oggi responsabile delle funzioni di controllo sui servizi e sulla qualità delle prestazioni sanitarie, soprattutto alla luce delle recenti modifiche organizzative del sistema sanitario regionale. “È fondamentale conoscere nel dettaglio il contenuto della relazione, anche considerando la recente cessazione del rapporto di lavoro di circa 30 persone che operavano all’interno dell’ospedale”, osserva.
Il nodo ora passa al tavolo istituzionale richiesto dalle organizzazioni sindacali, che dovrà riunire direzione ospedaliera, ASL1 e ATS Liguria per fare chiarezza sulle prospettive del Saint Charles di Bordighera, dal funzionamento del sistema di badge all’organizzazione interna, fino al rispetto degli accordi e delle responsabilità tra le varie figure professionali.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Trucchi.







