La rete di traffico di cocaina radicata nel Golfo Dianese, le modalità tipiche delle organizzazioni di stampo mafioso e un sistema di appoggi diffuso sul territorio: l’impianto accusatorio della maxi indagine della Guardia di Finanza ha superato anche il vaglio del secondo grado.
La terza sezione penale della Corte d’Appello di Genova ha infatti confermato nella sostanza le responsabilità accertate in primo grado sul traffico di cocaina proveniente dalla Calabria e distribuito nel Ponente ligure, con consegne che — secondo gli atti — avvenivano anche tramite normali pullman di linea. Alcune pene sono state ridotte in modo mirato, mentre altre sono rimaste invariate.
Respinta anche l’eccezione difensiva relativa alla legittimità delle intercettazioni. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni, passaggio che aprirà la strada ai ricorsi in Cassazione.
Le condanne
Le principali posizioni confermate o rideterminate:
- Domenico Gioffrè, di Diano Castello: 20 anni
- Giovanni De Marte, di Diano Castello: 14 anni e 4 mesi
- Michela De Marte, di Diano Castello: 7 anni
- Antonino LaganĂ , di Seminara: 11 anni
- Lorenzo Onda, di Sanremo: 4 anni 9 mesi 10 giorni
- Giovanni Chimenti, di Diano Marina: 8 anni 3 mesi 23 giorni
- Lorenzo Chirco, di Diano Arentino: 2 anni 8 mesi e multa
- Johnny Loda, di Sanremo: 6 anni 2 mesi 20 giorni
- Vincenzo Santarpia, di Diano Castello: 10 anni 6 mesi
- Nicolò Striglioni, di Santo Stefano al Mare: 4 anni 9 mesi 10 giorni
- Andrea Ziella, di Molini di Triora: 9 anni
- Randy Leonardo Nieto Fiss, di Albenga: 13 anni
- Gaio Guillermo Tobar Niemes, di Cervo: 5 anni 2 mesi
- Antonio Arcangelo Raso Casanova, di Riva Ligure: 3 anni 8 mesi
- Daniel Ciulla, di San Bartolomeo al Mare: 8 anni
- Alessandro Casa, di Diano Marina: 6 anni
- Indrit Shaba, di Diano Marina: 9 anni 10 mesi
- Giuseppe Scarcella, di Cosoleto: 10 anni
- Gianluca Cavalcante, di Arma di Taggia: 2 anni 3 mesi 10 giorni
- Agim Kuci: 5 anni e multa
- Elvis Collaku, di Chiusavecchia: 4 anni e multa
- Ayoub Gbalia, di Sanremo: 2 anni 8 mesi e multa
L’inchiesta
Secondo gli investigatori, il Dianese rappresentava un punto di smistamento della droga destinata a gran parte della provincia di Imperia. La gestione dello spaccio — sempre stando alle sentenze — avveniva con metodi intimidatori e con una struttura organizzata, elementi ritenuti compatibili con dinamiche riconducibili alla criminalità organizzata.
La parola definitiva ora passerĂ alla Cassazione.








