Questo pomeriggio, nonostante la minaccia(poi disattesa) di pioggia, più di un centinaio di persone si sono ritrovate in piazza Colombo a Sanremo per manifestare.
Bersaglio, l’installazione della cosiddetta ‘Campana dei bambini non nati’, ritenuta senza mezzi termini un tentativo di intimidazione.
Il suono quotidiano della campana, installata nel giardino di Villa Giovanna d’Arco dal vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta, è certamente uno degli argomenti più dibattuti e controversi apparsi di recente, tanto da alimentare un dibattito che ha anche travalicato in certi casi i confini provinciali.
L’iniziativa, che prevede il rintocco ogni sera alle 20 in memoria dei feti abortiti, ha suscitato forti reazioni e ha spinto associazioni e movimenti a mobilitarsi in difesa della legge 194 e del diritto all’autodeterminazione delle donne.
Alla protesta, promossa dai Radicali Italiani, hanno aderito numerosi movimenti e partiti di sinistra e di centro: Giovani Democratici, PD, +Europa, Ora!(del quale si segnala la presenza anche di referenti nazionali arrivati da Veneto e Trentino), Donne Democratiche, AVS, MIA Arcigay, Break the Silence e il Collettivo Papavero Rosso.
Molti gli interventi dal centro della piazza a ribadire la necessità di tutelare una legge dello Stato che da quasi cinquant’anni garantisce diritti, salute e dignità, richiamando inoltre al principio della laicità delle istituzioni.
Più voci hanno sottolineato come la libertà di fede debba essere garantita, ma che non possa tradursi in un’ingerenza da parte della curia sul piano civile e legislativo.
Non mancano le bordate ad Antonio Suetta.
“Se il vescovo ci tiene così tanto a fare politica” dicono alcuni manifestanti “metta via l’abito e si candidi come hanno fatto altri prima di lui, invece di approfittare del suo ruolo.”
“Suetta non è il legislatore, non è un medico e non è la santa inquisizione. Può pregare quanto vuole ma non può limitare la libertà e non sarà certo una campana a spaventarci.” dicono altri.
Alla manifestazione erano presenti come liberi cittadini anche alcuni esponenti dell’amministrazione comunale sanremese, come il vicesindaco Fulvio Fellegara e l’assessore Lucia Artusi, oltre ad esponenti provinciali della sinistra locale come il consigliere comunale di Imperia Ivan Bracco.
“Crediamo che quello che accade a Sanremo venga stigmatizzato. Un rintocco della campana che non è altro che un messaggio di colpevolizzazione verso le donne e un tentativo subdolo di rimettere in discussione la legge 194, che, anche se applicata in maniera disomogenea, va invece difesa e tutelata” dice la deputata del Partito Democratico Valentina Ghio “Molti anni fa, quando questa legge non c’era, sono morte tantissime donne a causa di aborti non praticati in sicurezza. Le donne non vanno colpevolizzate, ma sostenute con i servizi, ad esempio ptenziando i consultori, che anche in Liguria sono stati fortemente smantellati.”
La vicenda, promettono i prootori, avrà seguito con altre manifestazioni.







