La presenza del lupo in provincia di Imperia continua a far discutere. Un tema sempre piĂą sentito da allevatori e cittadini, che si intreccia con la tutela della biodiversitĂ ma anche con le difficoltĂ quotidiane del settore agricolo. Ai nostri microfoni fa il punto Domenico Pautasso, direttore di Coldiretti Imperia.
Le parole di Domenico Pautasso
“La situazione richiede attenzione. Rispetto agli anni ’90, il numero dei lupi in Europa è passato da qualche migliaio a piĂą di 20mila esemplari. In Italia si è passati da 500 capi censiti a metĂ anni ’90 a circa 3.300-3.600 attuali, di cui un migliaio nella zona alpina, quindi anche nostra. Le stime europee ci dicono che i lupi aggrediscono e uccidono tra i 56 e i 58mila animali allevati. Ma questo porta a un problema: si parla solo del lupo come animale protetto, nessuno parla di quelli che vengono aggrediti e uccisi. L’Unione Europea l’anno scorso ha declassato il lupo, ma oggi dobbiamo intervenire”, ha esordito ai nostri microfoni Domenico Pautasso, direttore Coldiretti Imperia.
Come intendete intervenire?
“L’Europa e in particolare la Francia hanno giĂ intrapreso misure piĂą incisive. Oltralpe, ad esempio, si discute in queste settimane dell’abbattimento di circa un centinaio di esemplari. Inoltre. sostengono direttamente gli allevatori, con cani da guardiania, recinzioni elettrificate e persino il contributo per l’assunzione di custodi delle greggi. In Italia e in Liguria abbiamo recinzioni e cani, ma non misure aggiuntive come quelle adottate dai francesi”, ha dichiarato.
In Liguria state lavorando insieme alla Regione a nuove soluzioni
“Grazie a un finanziamento europeo e alla Regione Liguria– che ha aperto il bando- vogliamo presentare un progetto innovativo per il controllo dei predatori. Parliamo di collari ad ormoni, che rilasciano odori riconducibili al lupo e dovrebbero scoraggiarne l’avvicinamento, oppure dissuasori acustici e luminosi“, ha commentato.
Un dato, sottolinea il direttore Coldiretti, è giĂ evidente: “Laddove c’è presenza fisica dell’uomo gli attacchi diminuiscono. Il lupo è un animale schivo e tende ad allontanarsi. Tuttavia non è sufficiente: in piĂą casi, come a Triora e Molini di Triora, abbiamo visto branchi organizzati che distraggono i cani da guardiania mentre altri attaccano il bestiame. Per questo non basta finanziare i cani: servono strategie piĂą ampie“.
“Monitoraggio e riduzione dei numeri”
Pautasso chiede un impegno concreto: “Abbiamo bisogno di un monitoraggio costante e di capire i movimenti di questi animali, che possono percorrere anche migliaia di chilometri. Chiediamo inoltre una riduzione dei numeri, perchĂ© la popolazione è in aumento e crea problemi reali agli allevatori”.
In provincia di Imperia?
Il fenomeno riguarda ormai non solo l’entroterra ma anche zone piĂą antropizzate. “Quest’estate abbiamo avuto segnalazioni a Diano Marina, Pompeiana, a Gorleri, dove un esemplare è stato visto nei pressi di un’abitazione. Quando un animale selvatico si spinge così vicino a contesti urbani significa che i branchi sono aumentati. Ma non esistono dati certi sui numeri e questo per noi è il nodo cruciale: serve chiarezza”, ha concluso.
L’intervista integrale a Pautasso nel video-servizio a inizio articolo.