stefano damonte - villa faraldi

La giunta comunale di Villa Faraldi ha approvato all’unanimità una delibera con cui affida al sindaco Stefano Damonte il mandato di attivarsi presso Governo, Regione Liguria e ANCI per salvaguardare il riconoscimento del borgo come “Comune montano”, nell’ambito dell’attuazione della nuova Legge Montagna (Legge 12 settembre 2025, n. 131).

Il provvedimento arriva in una fase delicata: entro poche settimane, infatti, un DPCM dovrà definire i nuovi criteri di classificazione dei comuni montani, basati principalmente su parametri altimetrici e di pendenza. Secondo l’amministrazione comunale, tali criteri, se applicati in modo rigido e puramente matematico, rischiano di penalizzare gravemente l’entroterra ligure e, in particolare, realtà come Villa Faraldi.

Un rischio già evidenziato da ANCI Liguria e dall’Assemblea dei sindaci della Provincia di Imperia, che nei mesi scorsi hanno espresso forte preoccupazione per una possibile drastica riduzione del numero dei comuni montani. Le prime simulazioni, e una successiva proposta presentata in Conferenza Unificata a dicembre, avrebbero addirittura escluso Villa Faraldi dalla nuova perimetrazione.

Nel documento approvato dalla giunta si sottolineano le numerose criticità che caratterizzano il territorio: morfologia complessa, forte pendenza, viabilità difficoltosa tra le diverse frazioni, frammentazione insediativa, spopolamento progressivo e bassissima natalità. A questo si aggiunge la carenza di servizi essenziali e di attività economiche di base, con oltre l’80% della popolazione costretta a spostarsi quotidianamente per lavoro.

L’amministrazione contesta inoltre l’utilizzo di modelli tecnici pensati per territori alpini, ritenuti non adeguati a rappresentare le reali condizioni di svantaggio strutturale dell’entroterra ligure, dove le altitudini sono più contenute ma le difficoltà di accesso, i costi di manutenzione del territorio e le fragilità idrogeologiche restano elevati.

L’eventuale perdita dello status di comune montano avrebbe conseguenze pesanti: esclusione da fondi strategici come FOSMIT e PSR, perdita di agevolazioni fiscali e riduzione delle possibilità di sostenere famiglie, imprese agricole e giovani imprenditori.

Per questo motivo, la giunta ha deciso di muoversi con urgenza, conferendo al sindaco il compito di intraprendere ogni iniziativa utile e approvando una nota istituzionale già inviata alle massime autorità dello Stato e della Regione Liguria, con la richiesta di adottare un approccio multidimensionale e più aderente alla realtà dei piccoli comuni dell’entroterra.

Un passaggio che l’amministrazione considera fondamentale per evitare che Villa Faraldi venga “relegata in un limbo” e privata di strumenti essenziali per contrastare il declino demografico e socioeconomico.