Anche in provincia di Imperia nasce il comitato “Giuliano Vassalli per il Sì” promosso dagli avvocati Mauro Gradi e Andrea Artioli.
Il comitato è intestato, non a caso, all’illustre socialista Giuliano Vassalli: giurista, padre del nuovo codice di procedura penale, Ministro della Giustizia.
Compongono il comitato promotore imperiese, tra gli altri: Andreacchio Giuseppe, Anfossi Matteo, avv. Bissolotti Antonio, avv. Caracciolo Riccardo, dr.ssa Corgnolo Giulia, avv. Di Meo Giovanni, avv. Grappiolo Edilio, Moroni Massimiliano, ing. Ravani Adolfo, Scullino Gaetano, dott. Traverso Franco, dott. Trucco Enrico.
Il comitato “Vassalli” invita gli elettori ad andare a votare il 22 e 23 marzo e propone di votare “sì”, in coerenza con i capisaldi del riformismo e del garantismo, anche a coloro che non si riconoscono politicamente nello schieramento che ha promosso la riforma costituzionale.
“La riforma non è completa ma è un primo importante passo nella giusta direzione”, commenta il comitato. Due le grandi novità: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri (con due distinti concorsi, due distinti organi di autogoverno e un’alta corte disciplinare terza di rango costituzionale) e il sorteggio per i componenti degli organi di autogoverno con il proposito di arginare il “tumore” delle correnti politiche interne alla magistratura.
“È un falso ideologico sostenere che la separazione delle carriere determini una sottoposizione della magistratura al controllo politico del potere esecutivo: un falso ideologico confermato dalla riforma costituzionale che non contiene alcuna previsione in tal senso”, prosegue il comitato. “Anzi: votando ‘sì’ salvaguardiamo e rafforziamo l’autonomia reciproca pubblici ministeri/giudici, con un pubblico ministero più autonomo dal giudice, un giudice più terzo e un processo più giusto, verso una maggiore (non ancora completa) parità tra accusa e difesa. Non solo: la riforma salvaguarda e rafforza anche l’indipendenza dei singoli magistrati dalle correnti interne alla magistratura, con tutto quello che il correntismo giudiziario ha negativamente significato in questi decenni”.
“Ed, inoltre, una valutazione laica e non ideologico/antagonista della riforma costituzionale da confermare attraverso il voto del 22 e 23 marzo, ci porta a riconoscere che l’impianto complessivo della riforma sia nel solco della Riforma Vassalli e, come tale, garantisca un maggiore equilibrio tra i poteri, fondamento necessario per un buon funzionamento di un sistema democratico”, conclude.





