Una signora di 30mila anni fa si aggira tra gli stand del Festival della Cultura Mediterranea alla Fiera del Libro di Imperia.
Ă la Venere dei Balzi Rossi, statuina preistorica interpretata in maniera personale e moderna dallâartista Enzo Iorio.
âNel nostro territorio abbiamo un patrimonio storico, culturale e artistico che attende solo di essere valorizzato. Far conoscere la Venere dei Balzi Rossi Ăš ormai diventata la mia missione: porto in dono un esemplare della Venere a sindaci, operatori turistici, organizzatori di eventi, promotori del mondo della cultura e dellâinformazione e scopro che sono davvero in pochi a conoscerlaâ, dice Iorio, che ha deciso di partecipare a questa â3 giorniâ di Imperia esattamente con questo intento.
Lo stand della Venere sarĂ attivo ancora oggi e domani in Via Cascione a Imperia.
LA VENERE DEI BALZI ROSSI: 5 cose che non puoi non sapere
“COSA: Ă una statuina preistorica. Alta circa 6 centimetri, ritrae una donna dalle forme molto pronunciate, soprattutto nella zona dei glutei (steatopigĂŹa).
QUANDO: 30 mila anni fa. Ă questa la datazione proposta dagli studiosi. Siamo nel paleolitico, il periodo in cui lâumanitĂ scopre lâarte. Il ritrovamento della Venere da parte degli archeologi avvenne verso la fine del 1800.
DOVE: Balzi Rossi. La Venere fu rinvenuta in una caverna dei Balzi Rossi, uno dei piĂč importanti siti archeologici del Paleolitico superiore nell’Europa occidentale, situato nel territorio di Ventimiglia, a poca distanza dal valico di frontiera tra Italia e Francia. Il luogo deve il nome al tipico colore della roccia, ricca di minerali ferrosi.
CHI: Un antiquario marsigliese. Si chiamava Louis Alexandre Jullien, aveva la passione per lâarcheologia e iniziĂČ gli scavi nelle grotte dei Balzi Rossi a partire dal 1883.
PERCHĂ: PerchĂ© i nostri antenati scolpivano queste statuine? La risposta Ăš ancora oggi avvolta nel mistero. La steatopigĂŹa (dalle parole greche ÏÏÎαÏÎżÏ, “grasso”, e ÏÏ ÎłÎź, “natiche”, quindi “dalle grosse natiche”) indicherebbe una âmodaâ dellâepoca, un modello ideale al quale ispirarsi, e molti studiosi ritengono si tratti di manifestazioni religiose di culti legati alla Dea Madre, alla fertilitĂ femminile, alla prosperitĂ e allâamore”.
Enzo Iorio ha scelto di dedicare un filone importante della sua produzione artistica proprio alla Venere dei Balzi Rossi, reinterpretandola in maniera moderna e personale, per far conoscere questo antichissimo simbolo del nostro patrimonio storico e culturale.





