Nei giorni scorsi i finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Imperia, a seguito di mirati approfondimenti diretti a verificare il sussistere delle condizioni previste dal codice antimafia per l’applicazione delle misure di prevenzione di carattere patrimoniale, con riferimento alle persone condannate con sentenza definitiva per un delitto riconducibile all’aggravante mafiosa, hanno sequestrato un immobile e disponibilità finanziarie sui conti correnti di una persona già condannata, in via definitiva, per il delitto di usura commesso con l’aggravante del metodo mafioso. Tale attività si inquadra nelle prerogative riconosciute dal legislatore antimafia alla Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, il quale ha previsto specifici obblighi di comunicazione al corpo, a carico dei soggetti condannati in via definitiva e/o sottoposti a misure di prevenzione, di tutte le variazioni patrimoniali superiori alla soglia prevista dalla legge.
In tale contesto operativo, le Fiamme gialle del nucleo Pef di Imperia, nell’ambito di azioni a progetto elaborate dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e nel quadro di un monitoraggio volto a intercettare eventuali arricchimenti anomali di soggetti connotati da peculiari profili di rischio criminale, finalizzato all’individuazione e all’aggressione di ogni forma di possibile ricchezza di provenienza illecita, avevano segnalato alla locale procura della Repubblica la posizione di una persona dimorante nell’estremo Ponente ligure, la quale aveva omesso di comunicare alla Guardia di Finanza le variazioni intervenute nell’entità e nella composizione del proprio patrimonio, concernenti elementi di valore non inferiore a euro 10.329,14.
Il Gip presso il tribunale di Imperia, accogliendo le proposte formulate dall’autorità giudiziaria inquirente e salvo diverso accertamento nel merito, ha emesso un decreto di misura cautelare reale preventiva finalizzata alla successiva confisca, eseguito dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza nei confronti della citata destinataria del provvedimento, la quale aveva ottenuto quasi 130.000 euro derivanti dall’alienazione di beni.
La Guardia di Finanza orienta l’azione investigativa anche verso quei contesti che risultano connotati da concreti e immediati profili di rischio in tema di contrasto alla criminalità economico-finanziaria, soprattutto in contesti delinquenziali riconducibili a delitti tipici di criminalità organizzata, rendendo sistematico il ricorso a tutte le misure ablative previste dalle vigenti normative, così tutelando l’economia sana del sistema Paese.







