Dopo aver affrontato diverse tematiche legate alla qualità della vita di Imperia insieme al vicesindaco e assessore allo Sviluppo sostenibile del territorio, Giuseppe Fossati – dalla qualità dell’acqua e dell’aria all’uso della plastica fino alla fauna selvatica – oggi Riviera Time ha affrontato la tematica del consumo del suolo.
Le parole di Giuseppe Fossati
Ai nostri microfoni Fossati ha illustrato la linea seguita dal Comune di Imperia in materia di pianificazione urbanistica e sviluppo futuro della città. Secondo quanto evidenziato dall’assessore all’Urbanistica, Edilizia pubblica e privata, in una classifica nazionale elaborata da Legambiente, Imperia si collocherebbe tra le prime posizioni in Italia per il contenimento del consumo di suolo, con dati riferiti agli ultimi cinque-sei anni, coincidenti con il mandato amministrativo.
“La politica urbanistica del futuro punta molto, anche nell’impostazione dei Piani urbanistici, al consumo di suolo tendenzialmente zero. Ovviamente questo non è possibile e non è nemmeno giusto perché le città si devono espandere. Però è la politica che stiamo facendo incentivando il recupero di aree dismesse. Imperia ne ha moltissime perché ha un passato industriale, artigianale ,che purtroppo non c’è più o in parte è venuto meno. Le città devono sì crescere, ma in modo equilibrato e sostenibile”, ha esordito Fossati.
Recupero aree dismesse
In quest’ottica, l’amministrazione sta puntando sul riuso delle aree dismesse. “Abbiamo molte zone degradate e abbandonate che necessitano di essere recuperate”, ha sottolineato il vicesindaco, “e negli ultimi anni sono stati realizzati numerosi interventi“.
Tra gli esempi citati da Fossati, il recupero dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di via Delbecchi, riconvertita grazie a un intervento di Confindustria in un polo produttivo legato al mondo del software e dell’informatica, rappresenta “un segnale forte di rigenerazione urbana e di sviluppo moderno”.
Lo stabile Imperiaware, che una volta ospitava la caserma dei Vigili del Fuoco, è stato totalmente riqualificato. Spazi comuni, come aree per il coworking, aree relax, sala 3D, nonché bar, ristorante con terrazza panoramica e un parcheggio dotato di colonnine per la ricarica di auto elettriche. Scopo principale del progetto è dare una ‘casa’ alle imprese tecnologiche della provincia.
“Agnesi ed ex Italcementi grandi zone della città da recuperare”
Altri interventi hanno riguardato la riconversione di aree industriali, artigianali e commerciali, anche se in città restano ancora importanti nodi da sciogliere, come quelli legati allo stabile Agnesi e all’ex Italcementi. “Si deve lavorare ancora molto e c’è il massimo impegno da parte di questa amministrazione. Queste sono le grandi zone della città da recuperare e ci stiamo lavorando. Il nuovo PUC – Piano Urbanistico Comunale – sarà improntato proprio a questa filosofia di recupero e valorizzazione dell’esistente”.
‘Piano Città’
Il recupero delle aree dismesse rappresenta infatti uno dei punti cardine del programma amministrativo del Comune di Imperia.
Si ricorda che a fine novembre, nella sala consiliare del Palazzo Civico, Comune, Provincia e Agenzia del Demanio hanno sottoscritto il ‘Piano Città‘, un accordo strategico per la valorizzazione e rigenerazione di 11 immobili pubblici (in allegato tutti gli interventi previsti dal Piano).
Il “Piano Città” degli immobili pubblici di Imperia individua un primo portafoglio composto da 11 beni: 6 dello Stato, 2 della Provincia e 3 del Comune.
Gli immobili di proprietà del Comune di Imperia sono l’impianto sportivo in zona San Lazzaro; il Palazzetto dello Sport in zona San Lazzaro e la piscina comunale “Felice Cascione”. L’Agenzia del Demanio ha inoltre formalizzato il trasferimento al Comune del capannone situato all’interno del centro sportivo di Borgo Prino.
Nel video-servizio a inizio articolo l’intervista integrale a Fossati.







