Otto punti all’ordine del giorno nella seduta del consiglio comunale di questo pomeriggio, giovedì 19 marzo, a Imperia. In apertura il sindaco Claudio Scajola ha informato l’aula di aver nominato, in data 6 marzo 2026, Antonio Gagliano come assessore, ridefinendo contestualmente competenze e deleghe della giunta, come già comunicato in precedenza.
Consiglio comunale di Imperia del 19 marzo
Regolamento per la disciplina dei contratti del Comune di Imperia
Punto 1 all’ordine del giorno: l’approvazione del nuovo Regolamento per la disciplina dei contratti del Comune di Imperia, illustrato dal vicesindaco Giuseppe Fossati. “Il quadro normativo si è evoluto negli anni – ha spiegato – con un innalzamento delle soglie e il principio della rotazione degli incarichi. L’ultimo regolamento risaliva al 1994, era quindi necessario intervenire per recepire le normative nazionali e adattarle al contesto locale”.
Critico il consigliere Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni): “Un testo che si presenta come nuovo, ma con ideologie vecchie. Non è un buon segnale. Inoltre presenta refusi e contraddizioni interne: la semplificazione non deve diventare frammentazione. Contestiamo non il senso, ma la qualità del testo, che rischia di costringere il Comune a future modifiche”. Sulla pratica è intervenuta anche la consigliera Laura Amoretti, (Società Aperta–Imperia di Tutti), che ha presentato un emendamento – insieme al collega Alessandro Savioli – per inserire nel regolamento strumenti a favore della parità di genere negli appalti pubblici: “È una pratica dovuta, ma vogliamo che il Comune utilizzi gli appalti per promuovere la parità di genere nel lavoro. Non è uno slogan: le amministrazioni devono fare la loro parte”. Sostegno all’emendamento anche da parte del consigliere Lucio Sardi (Alleanza Verdi Sinistra).
In replica, il vicesindaco Fossati ha precisato: “Il tema era già previsto nel PNRR, ma inserirlo come obbligo non è sempre corretto: dipende dal tipo di lavoro. Si può prevedere come possibilità, lasciando alla stazione appaltante la decisione caso per caso”.
L’emendamento è stato approvato con un 25 voti voto contrario e due astenuti. La pratica è poi passata con 21 voti favorevoli e 7 astenuti, così come l’immediata eseguibilità.
Approvazione schema di convenzione per lo svolgimento in forma associata di specifici servizi tecnico-amministrativi tra Provincia e Comune di Imperia
Punto 2, l’approvazione dello schema di convenzione per lo svolgimento in forma associata di specifici servizi tecnico-amministrativi tra Provincia e Comune di Imperia. A illustrare la pratica è stato ancora il vicesindaco Fossati: “Si tratta di una revisione della convenzione già approvata nel novembre 2023. Con questo aggiornamento vengono inseriti nuovi ambiti, tra cui le procedure selettive del personale, il nucleo di valutazione, il comitato dei garanti e l’ufficio di gabinetto e portavoce, con una definita ripartizione dei costi“.
Dubbi sono stati sollevati dal consigliere Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni): “La pratica va valutata per la sua tenuta nel tempo, non solo nell’immediato. Cosa accadrebbe se uno dei due enti decidesse di recedere? È una lacuna che dovrebbe preoccuparci, con possibili conseguenze per entrambi. Serve maggiore chiarezza”. Nel corso del dibattito, la consigliera Daniela Bozzano (PD) ha presentato un emendamento per eliminare dalla convenzione i riferimenti alla figura del portavoce: “Non si tratta di un servizio tecnico-amministrativo, ma di un incarico fiduciario e politico, legato ai rapporti istituzionali”. Sulla stessa linea il consigliere Lucio Sardi (Alleanza Verdi Sinistra): “La pratica parla chiaramente di servizi tecnico-amministrativi e il portavoce non rientra in questa categoria. Condivido l’emendamento”.
Intervento critico anche da parte del consigliere Ivan Bracco (PD): “Le convenzioni tra enti sono strumenti utili, ma condivido l’emendamento. Sulla figura del portavoce Imperia ha una certa mania: sia Provincia che Comune ne hanno uno, pur avendo la stessa guida politica. Non vorrei fosse in vista di una futura campagna elettorale“. Le dichiarazioni hanno portato a un richiamo formale: il presidente del Consiglio Simone Vassallo (Avanti con Scajola sindaco) ha interrotto l’intervento disponendo un ammonimento scritto per il consigliere Bracco.
Il consigliere Giovanni Montanaro (Avanti con Scajola sindaco) ha commentato: “Un atteggiamento poco consono. Le tesi sono pretestuose, è evidente che l’emendamento debba essere respinto”. A sostegno della maggioranza è intervenuto il consigliere Luca Volpe (Insieme con Scajola sindaco): “Non è un emendamento alla pratica, ma alla persona”.
In replica alle critiche, il vicesindaco Fossati ha difeso la pratica: “Il quadro politico potrebbe cambiare nei prossimi anni e, qualora accadesse, si faranno le opportune valutazioni. Ritengo questa pratica corretta e rispettosa. Tutto si concentra sul portavoce, ma si tratta di un emendamento pretestuoso. Non vedo il problema: non bisogna sempre trovare qualcosa che non va”.
Di segno opposto l’intervento del consigliere Lucio Sardi (Alleanza Verdi Sinistra), che ha puntato l’attenzione sui costi: “Per il portavoce si parla di circa 95mila euro su base triennale, suddivisi tra Comune e Provincia. Qui si rischia di finanziare uno staff di propaganda: persone che non lavorano per la città, ma per sostenere l’immagine del sindaco e del presidente della Provincia”.
Emendamento respinto con 18 voti contrari, 8 favorevoli e 1 astenuto. Pratica approvata con 19 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti, così come l’immediata eseguibilità.
Aggiornamento al PUD Comunale n. 6. Presa d’atto del nulla osta regionale
Punto numero 3: l’aggiornamento al Piano di utilizzo del Demanio marittimo (PUD), con la presa d’atto del nulla osta regionale.
A illustrarne i contenuti è stato il vicesindaco Fossati: “Il piano, approvato nel 2006 e aggiornato negli anni, rappresenta uno strumento cardine di programmazione per l’attuazione del piano della costa. Con queste modifiche si prevede un incremento delle spiagge libere: dal 62,57% al 64,75% del fronte mare e dal 75,41% al 75,9% considerando anche quelle attrezzate“. Tra le novità più rilevanti, la spiaggia del Parco urbano – con un fronte mare di circa 360 metri – sarà completamente libera e includerà anche un’area dedicata agli animali domestici. Inoltre, nessun vincolo di concessione è previsto per la spiaggia di Borgo Marina, dove in passato operava l’istituto Oblati: nella parte superiore sorgerà uno spazio attrezzato.
Non sono mancate le critiche dai banchi dell’opposizione. Il consigliere Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni) ha lamentato la mancanza di documentazione adeguata. Il consigliere Lucio Sardi (Alleanza Verdi Sinistra) ha commentato: “Si stanno mescolando tipologie di spiagge diverse, mentre servirebbe una valutazione più completa”.
In replica, Fossati ha respinto le osservazioni: “La documentazione era disponibile, bastava richiederla. Il ragionamento di Sardi non è condivisibile: chi vive a Imperia sa che la città dispone di molte spiagge libere, e il fatto che aumentino è un elemento positivo e apprezzabile“.
Pratica approvata con 17 voti favorevoli, 4 contrari e 5 astenuti, così come l’immediata eseguibilità.
Viadotto Uveghi: proposta di misure preventive per limitare gli effetti di possibili chiusure su viabilità ed economia
Il consiglio ha poi discusso la mozione del consigliere Sardi, che proponeva iniziative per contenere gli effetti derivanti da eventuali limitazioni o sospensioni della circolazione sul tratto della SS28 relativo al viadotto Uveghi, chiedendo l’avvio di misure preventive per ridurre gli impatti negativi su mobilità ed economia locale.
“Il presidente della Provincia ha comunicato che ci sono stati chiarimenti con Anas”, ha affermato. “Per un anno e mezzo resterà il semaforo con senso unico alternato. Chiedo che vi siano delle forme agevolative per chi deve utilizzare quella tratta. Poi c’è da ragionare sulle infrastrutture cittadine, come via Schiva, dove il cantiere per la ciclabile a pettine sta mettendo a rischio la vita dei cittadini e danneggia i traffici del porto commerciale di Oneglia. Chiedo di rivedere la funzionalità del porto”.
Duro il commento di Luca Volpe (Insieme): “Troppo facile parlare di traffico e perdere un’ora per argomenti che non sono di competenza del Comune. Finitela di farci perdere tempo con mozioni che non portano a niente”.
Il sindaco Claudio Scajola ha replicato: “Questa mozione è inutile, tardiva, fuori luogo e inammissibile. Abbiamo lavorato per risolvere al meglio la situazione. Anas e Provincia hanno reso meglio percorribile la Pieve di Teco-Cesio. A seguito di questo intervento sui due piloni sarà revocata l’ordinanza che limita il traffico ai mezzi pesanti, fino alla definitiva manutenzione degli altri piloni”.
Sardi ha ribattuto: “Il sindaco conferma che ci saranno problemi ancora per molto tempo. Non credo sia inutile chiedere che vengano fatte agevolazioni magari per passaggio in autostrada per chi non può transitare lungo la Statale 28”.
La mozione è stata bocciata a maggioranza.
Istituzione di Commissione Comunale Antimafia
Loredana Modaffari (Pd), insieme a Ivan Bracco e Daniela Bozzano, ha presentato una mozione per chiedere l’istituzione di una Commissione antimafia comunale, ritenendo insufficiente il Tavolo antimafia già attivo.
“Il Tavolo si è limitato soltanto ad alcuni incontri con prefetti e associazioni, portando dati già conosciuti”, ha dichiarato Modaffari. “Diamo ai giovani un luogo dove si può dialogare di Mafia e legalità, come a Diano Marina… Non è importante discutere se la Mafia c’è o non c’è, ma tenere alta la guardia”.
Sardi ha aggiunto: “Il Tavolo antimafia è stato sequestrato dal sindaco. Serve una Commissione di garanzia, presieduta da un esponente dell’opposizione, come accade a Diano Marina e in Regione”.
Amoretti ha sottolineato: “Pensiamo che la Commissione antimafia presente in Comuni vicini sia ragionevole e condivisibile”.
Tra le voci contrarie, Giovanni Lazzarini (Prima Imperia) ha affermato: “Questa Commissione non mi trova per niente d’accordo, non cambierebbe assolutamente niente”. Mentre Volpe ha ricordato: “Il Tavolo ha ascoltato tutte le categorie e per Imperia non è emersa alcuna segnalazione tale da far aumentare l’alert”. Sulla stessa linea si è espresso Andrea Landolfi (Avanti).
La mozione è stata bocciata dalla maggioranza.
Società Marina di Imperia srl
A prendere parola è ancora Sardi, che ha presentato un’interpellanza su Marina di Imperia, facendo un excursus sulla situazione della stessa: “La società ha ricevuto dal 1° settembre 2025 la concessione da 65 anni dell’area demaniale per completare il porto turistico. In base alla convenzione, deve garantire al Comune di Imperia un contributo annuo di 2 milioni di euro, ma le previsioni fatte nel 2024 e 2025 si sono rivelate fallaci. Ho verificato che nel 2025 l’area marina di Imperia non aveva inserito questa voce nel budget previsionale, e per il 2026 la società non ha ancora approvato il proprio budget. Così abbiamo due milioni di euro nel bilancio comunale senza che la società li abbia previsti, e questo viene considerato normale. Parlo di una società che ha revocato una gara perché in contrasto con le normative europee, procedura che non garantiva concorrenza, e che rischia di bloccare l’assegnazione e la realizzazione del porto. Il Comune continua a tenere a bilancio due milioni di euro senza sapere cosa sia successo per quelli del 2025, senza controllare la società che dovrebbe erogarli”.
Il vicesindaco Fossati ha risposto precisando che la Marina di Imperia è una società partecipata al 100% dal Comune, con gestione in house, e che ha ottenuto la concessione demaniale per completare il porto turistico di Porto Maurizio. Sul contratto di servizio, Fossati ha ricordato: “Nel contratto di servizio è previsto un canone di gestione di 2 milioni di euro che la società versa al Comune, una cifra molto importante, che garantirà entrate certe per il Comune e permetterà di erogare servizi ai cittadini”.
Riguardo al 2025, il vicesindaco ha sottolineato: “Bene ha fatto Marina d’Imperia a non inserire nel bilancio di previsione il canone dei magnali di 2 milioni di euro nel 2025, perché la concessione è diventata operativa solo il 21 novembre. È evidente che non doveva fare una previsione di 2 milioni per quell’anno”.
Fossati ha spiegato che la società aveva fatto una previsione prudenziale: “Ha fatto una previsione prudenziale per una società di capitali, che deve avere criteri di certezza e affidabilità”.
Per quanto riguarda il 2026, il vicesindaco ha precisato: “Il budget previsionale non è ancora stato approvato, perché il Comune ha dato atti di indirizzo e indicazioni operative dopo il 30 novembre 2025. Queste indicazioni hanno reso impossibile presentare il bilancio entro la scadenza canonica del 30 novembre.” Ha aggiunto: “La società è assolutamente nei termini per presentare il budget e ci conferma che entro aprile presenterà un bilancio di previsione, in cui saranno previsti i due milioni di euro di canone”.
Infine, sul versamento del canone previsto dal contratto, Fossati ha concluso: “Sarà versato al Comune di Imperia, come previsto nel bilancio comunale, non vedo problemi rispetto a quanto sollevato”.
Dopo la replica di Sardi, il presidente del consiglio comunale Vassallo ha annunciato chiusa la seduta.
L’interpellanza è stata respinta.







