Serata di sport, storia, tradizione e amarcord quella andata in scena venerdì sera al Circolo Golf degli Ulivi in occasione del convivio del Panathlon Club Imperia Sanremo dedicato alla squadra femminile di pallapugno “Amici del Castello”, che per il quinto anno consecutivo ha conquistato il titolo di campione d’Italia.

Il presidente del Panathlon, Angelo Masin, dopo aver ringraziato il presidente del club Walter Mignone e il vicepresidente della Federazione Italiana di Pallapugno Marco Scajola per aver accettato l’invito, illustra ai soci panathleti e ai gentili ospiti convenuti le tappe salienti della storia della società. L’associazione Amici del Castello fu fondata, con il nome di Unione Sportiva Quaglia, nel giugno del 1953, anno in cui fu costruito anche lo sferisterio nel terreno adiacente al convento dei frati francescani di Diano Castello.

L’impianto fu intitolato al concittadino Giovanni Quaglia, nato a Diano Castello nel 1881: avvocato, armatore, amministratore delegato di una società di recuperi marittimi e benefattore. A testimonianza della profonda riconoscenza che gli abitanti e gli sportivi di Diano Castello hanno voluto tributare a chi non aveva dimenticato le sue origini.

Per la storia si ricorda che la figura del conte Giovanni Quaglia Ăš legata al recupero, nel Mare del Nord, della nave inglese Egypt, affondata negli anni ’30 all’imbocco del Canale della Manica carica di lingotti d’oro. Dopo diversi tentativi falliti da parte dei francesi e degli inglesi, il carico della nave venne recuperato dalla flotta della societĂ  di recupero “So.Ri.Ma.” di Genova, il cui titolare era appunto il conte Quaglia. Questa importante impresa creĂČ grande ammirazione nella marineria italiana ed europea e gli procurĂČ molti riconoscimenti dalla Corona inglese, dal governo francese e dal re d’Italia. L’uomo fu un filantropo: elargĂŹ donazioni all’ospedale San Martino di Genova e fece ristrutturare l’antico ospedale Santa Croce di Diano Castello per adibirlo a casa di riposo.

L’Unione Sportiva Quaglia, nel corso dei decenni, ha conosciuto alterne fortune. Nei primi anni di attivitĂ  partecipĂČ a numerosi campionati di seconda categoria, vincendo quello del 1960. Dalla fine degli anni ’60 alla metĂ  degli anni ’70, la prima squadra della Unione Sportiva Quaglia militĂČ nel campionato di Serie A con brillanti risultati.

Nel 1975 il capitano della squadra, Massimo Berruti, incorse in un grave infortunio che costrinse la squadra a una serie di sconfitte e la societĂ  trovĂČ notevoli difficoltĂ  nel continuare la propria attivitĂ .

Nel 1982 la societĂ  cambiĂČ nome in “Amici del Castello” con lo scopo di organizzare eventi culturali e sportivi, impegnandosi a tramandare le tradizioni del paese.

Dopo alterne vicissitudini, dal 1990 la societĂ  ha ripreso in modo continuativo la propria attivitĂ , partecipando ininterrottamente ai campionati della Federazione Italiana di Pallapugno, prevalentemente di Serie C2 e C1 e, in qualche occasione, al campionato di Serie B. Negli ultimi anni a dare lustro alla societĂ  Ăš il settore femminile che, nel campionato di Serie A, ha cucito sulle proprie maglie per cinque anni consecutivi lo scudetto, unitamente a quattro Coppa Italia.

Prende la parola il presidente Walter Mignone che illustra le principali regole della pallapugno: il gioco si svolge tra due squadre di quattro giocatori – un battitore, una spalla e due terzini. Il campo in terra battuta, detto sferisterio, ha una lunghezza di 90 metri e una larghezza dai 16 ai 18 metri, fiancheggiato sempre da un muro di appoggio e, al di sopra di esso, da una rete. La palla Ăš di gomma, del diametro di 10,5 cm e del peso di 190 g. I punti si contano come nel tennis: quindici, trenta, quaranta, gioco. La partita consiste in 11 giochi per la Serie A. Il gioco si pratica fasciandosi il pugno con una serie di strisce di stoffa e lo scopo del battitore Ăš quello di mandare la palla il piĂč possibile vicino alla linea di fondo del campo avversario. La pallapugno si gioca prevalentemente nella Liguria di Ponente e nel Basso Piemonte.

Passa quindi a presentare le componenti della squadra femminile degli “Amici del Castello” che ha conquistato il titolo di campione d’Italia: Lorenza Mignone, che ù anche sua figlia, Enrica Taramasco e Nicole Bottino, presenti questa sera al convivio. Non ù presente, per impegni dovuti al suo lavoro (Carabiniere a Borgo San Dalmazzo), la capitana battitrice Rebecca Kippl.

Interviene il vicepresidente nazionale Marco Scajola, che comunica ai presenti che, grazie alla disponibilità delle società piemontesi – tese a diffondere la pallapugno oltre gli attuali confini – le prossime finali di Coppa Italia, ad agosto, si disputeranno tra gli sferisteri di Imperia e Andora. Si tratta delle finali di tutte le categorie, maschile e femminile. Ricorda, inoltre, che il presidente nazionale della Federazione Pallapugno ù il cuneese onorevole Enrico Costa, che ha avuto molta parte nel suo coinvolgimento nel mondo della pallapugno, per affidargli in seguito lo sviluppo e la diffusione.

Il presidente del Panathlon, Angelo Masin, a conclusione della serata, tende a rimarcare come la società “Amici del Castello” abbia un forte legame col passato e con le sue nobili tradizioni: tradizioni legate ai valori educativi a favore dei giovani, con l’obiettivo prioritario di tramandare alle nuove generazioni valori etici, sociali e sportivi.

Consegna al presidente Walter Mignone e al vicepresidente della Federazione Italiana di Pallapugno, Marco Scajola, una targa con dedica a ricordo della serata.