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Sessant’anni di carriera e un brano che nasce da un sogno. Patty Pravo si presenta al Festival della Canzone Italiana con la consapevolezza di un percorso lungo e autonomo, ma senza rinunciare al desiderio di futuro.

“Sogni che mi sono rimasti? Beh, intanto ho realizzato questo. Vedremo nel futuro. Amo sorprendermi.”

All’ipotesi di una vittoria risponde con distacco.

“No, per carità, neanche a pensarci.”

Molte delle domande che gli vengono poste riguardano il ruolo femminile, nel festival come nella società. Femminilità che rivendica una vita vissuta senza restrizioni, nel segno dell’indipendenza personale e artistica.

“Sono nata così, senza alcuna restrizione, né in famiglia né nella vita. Mi sono comportata e ho fatto tutto ciò che volevo, nel bene e nel male. Spero che le altre donne facciano lo stesso. Ieri stavo vedendo una roba meravigliosa sugli egizi. C’erano molte donne a capo del grande Egitto, con un grande potere. Siamo un po’ in ritardo. Va preso.”

Non manca una riflessione sul presente.

“Oggi è dura. Speriamo che i giovani riescano a capire ed essere contro certe cose che mi sembrano tragiche e delle quali non voglio parlare perché tanto ne parliamo e ne viviamo tutti.”

Infine, una risposta che sintetizza il suo presente.

“Cosa mi rende più felice? Poter cantare ancora e bene.”