claudio scajola

Tre giorni di lavoro e confronto per discutere idee, proposte e prospettive per il futuro dell’Italia. Dal 9 all’11 ottobre, Milano ha ospitato l’iniziativa di Forza Italia dal titolo “L’ottimismo della volontà“, alla quale ieri ha partecipato anche il sindaco di Imperia e presidente della Provincia, Claudio Scajola, intervenuto sul futuro del partito, sulle prossime scadenze elettorali e sulla necessità di rafforzare l’unità interna.

Al centro del suo discorso, l’eredità politica di Silvio Berlusconi, il lavoro svolto da Antonio Tajani alla guida del partito e la necessità di superare le divisioni per tornare a essere protagonisti nel panorama politico nazionale.

“Abbiamo bisogno di parlarci, di ascoltare, di imparare”, ha esordito Scajola. “Berlusconi ha fatto Forza Italia non per avere un partito di rappresentanza. Ha fatto Forza Italia non per fare un nuovo partito liberale o per fare un nuovo partito repubblicano. Ha costruito l’idea di un partito per rinnovare il modo di far politica e per avvicinare le persone alla politica, alla gestione del Paese”.

Secondo Scajola, il progetto originario del fondatore si basava sulla capacità di innovare il linguaggio politico e di avvicinare i cittadini ai fatti concreti. “In quella fase ci ricordiamo tutti la costruzione delle idee, della nuova comunicazione, della semplificazione per portare la gente a sentire parlare di fatti. Abbiamo iniziato già allora, vedo Albertini, già con la presentazione di persone che parlavano di fatti e che erano capaci a costruirli”.

Lo sguardo si è poi spostato sulle scadenze elettorali del 2027. “Ora noi abbiamo due cose certe davanti: in primavera ci saranno le elezioni amministrative, uno dei turni elettorali più importanti di tutti perché vota quasi il 35% della popolazione elettorale italiana. Questo è un dato certo. In primavera si fanno. Poi ci sono le elezioni politiche, che non sappiamo ancora quando si fanno ma si faranno l’anno prossimo”.

Per il presidente della Provincia di Imperia, il partito deve utilizzare anche momenti di confronto come quello milanese per definire una strategia capace di rafforzarne il consenso.

“E allora noi dobbiamo prepararci anche grazie a questi incontri a decidere che ruolo vogliamo giocare nella partita. I dati che abbiamo e che vediamo ci trovano assestati da tempo intorno al 7%. Credo che debba terminare la corsa per garantirsi il posto nel prossimo Parlamento”, sottolinea, “e debba iniziare la corsa per crescere nella consistenza numerica e per offrire una proposta che possa allettare quelli che non vanno più a votare”.

Il tema dell’unità interna è stato uno dei passaggi centrali dell’intervento. Scajola ha richiamato la storia di Forza Italia e la capacità dimostrata dal partito, negli anni, di mantenere una forte coesione anche nei momenti più difficili.

“Se Berlusconi non voleva le divisioni del nostro partito, quando finì la traversata nel deserto nel 2001 vinse con il 31% del consenso elettorale, quando pochi scommettevano che saremmo riusciti, dopo la sconfitta del 1996, a tenere una forte unità in quel tempo, garantendo lo spazio a tutti”, ricorda.

Da qui l’appello a superare le contrapposizioni interne: “L’unità si crea attraverso il confronto e attraverso la partecipazione di tutti al progetto che si vuole costruire. Ci sono sempre state divisioni tra le persone, anche sui territori, nel nostro partito come in tutti i partiti, ma vanno ricondotte a un momento di unità”.

Scajola ha quindi ribadito la necessità di un cambio di passo, anche alla luce della propria esperienza amministrativa: “Ormai, dedicandomi alla mia città e dando consigli a chi me li chiede, posso permettermi di suggerire un appello a non fare più trasparire delle divisioni che traspaiono troppo. Dobbiamo trovare il modo di stare tutti più insieme e di riuscire a proporre qualcosa che possa farci diventare protagonisti in quest’ultimo anno. Oggi questo non appare”.

Nella parte conclusiva, il sindaco di Imperia ha analizzato il quadro politico nazionale, mettendo in guardia dal rischio che Forza Italia perda visibilità in una campagna elettorale sempre più polarizzata tra i principali schieramenti.

“Qual è la preoccupazione che io sento e credo sia sentita un po’ da tutti? Questa campagna elettorale, che è già incominciata, di forte contrasto: Meloni da una parte, il centrodestra da una parte, la sinistra dall’altra. Trascuro il fenomeno Vannacci, che sarà in discesa se saremo capaci noi di fare un ruolo importante”.

Il rischio, secondo Scajola, è che il partito finisca ai margini della competizione. “Noi ci possiamo trovare in un angolo in questa competizione elettorale. Da qui in avanti dobbiamo far emergere la proposta di unità e di forza”.

In conclusione, l’invito è stato quello di trasformare gli incontri e le riflessioni in una strategia politica condivisa, capace di rilanciare il partito e di rafforzarne la proposta programmatica.

“Facciamo convegni per incontrarci, parliamo di generazione urbana, parliamo di una proposta fiscale interessantissima, che poi era uno dei cardini della storia per cui Forza Italia è stata creata da Berlusconi. Ma corroboriamola da un senso di profonda unità per un obiettivo. Come ci si arriva? Aprire, aprire, aprire e non avere paura di quelli che possono essere più bravi di noi”.