Nel contesto della terza edizione dell’Expo della Valle del San Lorenzo, tra gli appuntamenti più partecipati e divertenti della giornata inaugurale c’è stata la gara “Torta Verde di Valle San Lorenzo 2026”, evento dedicato a uno dei piatti più rappresentativi della tradizione locale.
Sono stati 18 i partecipanti alla competizione, aperta ad appassionati di cucina residenti nella valle, oltre a titolari e familiari di attività commerciali e associazioni del territorio. Ogni concorrente ha presentato una sola torta verde, rigorosamente artigianale e non riconducibile all’autore, secondo un regolamento pensato per garantire anonimato e imparzialità nella valutazione.
A vincere la gara è stata la torta n.15, appartenente alla signora Anna, dal comune di Cipressa.
A giudicare le preparazioni, una giuria composta dai sindaci della valle e dall’assessore regionale al Turismo, Luca Lombardi, con premi e riconoscimenti destinati alle prime sei torte classificate.
“Il livello è molto alto”, dice l’assessore Luca Lombardi, “anche i bambini hanno partecipato a questa manifestazione. Interessante il fatto che si riesca a tramandare dai nonni ai nipoti questa ricetta”.
Tra i giurati, anche il sindaco di Pietrabruna, Massimo Rosso, che ha offerto una lettura puntuale delle caratteristiche del piatto, guadagnandosi il titolo di giudice più inflessibile della competizione.
“Purtroppo, essendo cresciuto con mia bisnonna, mia nonna e anche mia madre, la torta verde è proprio un piatto centrale della mia alimentazione,” spiega Massimo Rosso, “quindi sono molto severo. Conta la sfoglia, conta il ripieno: la torta verde d’eccellenza è quella con le bietole e all’interno deve esserci anche la maggiorana, che contrasta la poca sapidità della bietola. Sono, secondo me, gli ingredienti base. Devo dire che la qualità fino adesso è abbastanza buona, anche se qualche insufficienza l’ho dovuta dare, perché il mio palato è molto esigente su questo prodotto”.
“La particolarità della torta verde”, dice il sindaco di San Lorenzo al Mare, Enzo Mazzarese, “è che è diversissima: ogni famiglia la fa a modo suo, non ce n’è una uguale all’altra. Ed è proprio questa la cosa più interessante”.
La gara si inserisce così nel più ampio programma dell’Expo, contribuendo a valorizzare le tradizioni gastronomiche della valle.








