Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Imperia sono state discusse numerose mozioni presentate dai gruppi di minoranza, affrontando temi che spaziano dalla Legge di Bilancio nazionale alla ricerca scientifica, dalla scuola al comparto ittico, fino alla tutela degli animali e alle politiche sociali.
Un confronto articolato, spesso acceso, che si è concluso con la bocciatura della maggior parte delle proposte.
Ad aprire il dibattito è stata la mozione di contrarietà alle previsioni della Legge di Bilancio 2026 che incidono sugli enti locali.
Lucio Sardi(AVS) ha denunciato una manovra che, a suo giudizio, penalizza direttamente i comuni.
“Lo Stato italiano continua a fare manovre di bilancio scaricando sugli enti locali operazioni di tagli finanziari” ha affermato, chiedendo che il Governo “la smetta di usare i comuni come bancomat”, auspicando che si apra una stagione di investimenti maggiori sui comuni.
Nello specifico il riferimento principale di Sardi è alla previsione di accantonamenti obbligatori per centinaia di migliaia di euro che i Comuni non potranno spendere pur avendoli a disposizione.
Dai banchi della maggioranza Monica Gatti ha ridimensionato la portata della mozione, definendola superata dagli eventi successivi all’approvazione della manovra.
“Questa mozione era stata presentata a novembre e nel frattempo sono successe tante cose. Noi siamo ben presenti all’interno dell’Anci e ci sono state conferenze per raggiungere determinati obbiettivi con il Governo.
Una linea respinta da Sardi, che ha parlato di una discussione politica legittima.
Esito analogo per la mozione sull’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
Daniela Bozzano ha ricordato il ruolo strategico dell’Istituto per la ricerca applicata e il prestigio scientifico della Liguria, mettendo in guardia dagli effetti di un possibile taglio ai finanziamenti.
“Una riduzione del 15%” dice la consigliere del PD “potrebbe portare a un rallentamento dei progetti e a una riduzione del personale. Un eventuale depotenziamento sarebbe un colpo gravissimo per il sistema della ricerca ligure e nazionale”.
Pur riconoscendo il valore dell’Istituto, Matteo Fiorentino ha espresso voto contrario, sostenendo che “la sfida non è il livello del finanziamento, ma garantire una prospettiva programmatica”. Anche questa mozione quindi è stata respinta.
Ampio spazio ha occupato la discussione sulla mozione a sostegno del comparto ittico ligure, con riferimento alle indennità 2023-2024 e alla cassa integrazione non ancora erogate.
Qui i toni sono stati più accesi delle altre mozioni.
Sardi ha parlato di un settore che vive una crisi strutturale e di ritardi che colpiscono lavoratori e imprese.
“Non è solo una questione di cifre, ma spesso di tempi. E al netto delle belle parole, il Governo non abbia portato soluzioni”.
Se il Partito Democratico ha annunciato voto favorevole, l’assessore Mattia Sasso (Prima Imperia) ha ritenuto la mozione superata dai fatti, ricordando le graduatorie pubblicate e i contatti in corso con la Regione Liguria. Il dibattito si è acceso con l’intervento di Alessandro Casano (Insieme!), che ha criticato AVS per le posizioni europee sulla pesca a strascico. Anche questa mozione è stata respinta.
Respinta anche la proposta di adesione alla legge di iniziativa popolare #nonpiùdi20perclasse. promossa da AVS per far fronte al problema delle classi sovraffollate.
Diverso l’esito per le due mozioni successive.
La prima è quella portata da Laura Amoretti sull’istituzione di un gruppo di lavoro consiliare per la redazione di un nuovo Regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali, dove a suddetta ha ricordato che l’attuale regolamento risale al 1999 ed è superato dalle normative europee.
“La sensibilità su questo tema è cresciuta negli anni e molti comuni si sono dotati di regolamenti.”Dice la consigliera “Sei anni fa il Consiglio comunale ha già impegnato il sindaco a garantire un equilibrato rapporto fra uomo e animali. Sindaco che ha poi firmato disposizioni per regolare la detenzione di animali. Si tratta adesso di fare un passo avanti”
Approvato infine all’unanimità il testo condiviso relativo al D.L. 1715/25, il cosiddetto “Decreto stupri”, dopo una sospensione della seduta e un punto di incontro trovato fra le parti.
La consigliera di maggioranza Rita Elena ha chiesto di poter condividere un testo congiunto con la collega Loredana Modaffari(PD):
“Sono estremamente lieta che il percorso iniziato ieri con l’assessore Laura Gandolfo e proseguito ora ci abbia portato a un testo condiviso su un tema che mostra la presenza di una sensibilità importante.
Nel testo si impegna, fra le altre cose, la Giunta a organizzare iniziative sul tema, promuovendo anche incontri e corsi di educazione affettiva e sessuale con le scuole, al fine di evidenziare l’importanza del consenso all’interno dei una relazione affettiva.
Sul finale della seduta spazio anche alla questione Rivieracqua S.p.A., tornata in aula con un’interpellanza di Ivan Bracco, che ha sollevato dubbi sul rispetto dei principi di affidamento e sulla reale configurazione della società come ente a controllo pubblico. Bracco ha richiamato la necessità di verificare l’assetto societario alla luce del Testo Unico sulle società a partecipazione pubblica, ricordando come, pur in presenza di una maggioranza azionaria dei Comuni soci, il ruolo gestionale del socio privato Acea Molise S.r.l. imponga un’attenta valutazione dei poteri effettivi di indirizzo e controllo.
A replicare è stato il sindaco Claudio Scajola, che ha difeso il modello adottato, ribadendo che il controllo pubblico è garantito sia dalla maggioranza dei voti sia dagli strumenti previsti dal contratto di servizio e dal controllo analogo esercitato tramite il Comitato tecnico dei sindaci, giudicando l’impianto conforme alle norme e funzionale alla gestione del servizio idrico.







