Si è svolto il Consiglio comunale di Taggia, con all’ordine del giorno interrogazioni e una mozione presentate dai gruppi consiliari, in un clima caratterizzato da un confronto serrato e, in certi punti, anche piuttosto acceso.

A rendere l’atmosfera più concitata anche la presenza di numerosi operatori balneari e sostenitori del comparto che hanno assiepato tutti i posti dell’aula.

In apertura si è proceduto alla presa d’atto dei verbali delle sedute dell’11 e 17 febbraio 2026.

A seguire, i piatti forti.

Il gruppo “Progettiamo il Futuro” ha presentato un’interrogazione sui motivi e sulle decisioni tecniche e amministrative legate alla realizzazione della nuova viabilità provvisoria e della bretella di collegamento alla pista ciclopedonale lungo i due argini del torrente Argentina.

“L’interrogazione nasce per avere chiarimenti sulle criticità evidenziate nelle giornate del 12 e 13 marzo riguardo la viabilità, a seguito delle modifiche apportate per la realizzazione della bretella. Inoltre chiediamo di conoscere i costi dell’intervento. Quella modifica, sappiamo, ha creato difficoltà per utenti e lavoratori”, viene spiegato dai consiglieri.

Nel corso del dibattito è stata ricostruita la sequenza degli eventi che ha portato alle modifiche della circolazione, con sopralluoghi e aggiornamenti delle ordinanze fino al 19 marzo.

“Vorremmo sapere” dice il Consigliere Giuseppe Federico “se prima dell’adozione dell’ordinanza del 6 marzo fossero state valutate le criticità e se il sindaco fosse a conoscenza delle modifiche previste”.

A rispondere è il sindaco Mario Conio.

“Il disagio è durato un giorno e, al netto di ogni valutazione tecnica possibile, sarebbe comunque rimasto.” dice “La chiusura della bretella era necessaria per mettere in sicurezza gli operai. Qualsiasi scelta diversa avrebbe comportato la chiusura della strada e un disagio analogo. Il sindaco interviene quando la situazione assume carattere di straordinarietà, con validazioni tecniche da parte degli enti competenti. L’ordinanza è stata emessa per consentire deroghe al codice della strada che altrimenti non sarebbero state possibili”.

Dal gruppo di opposizione vengono ribadite le perplessità sulla gestione e sulla responsabilità politica delle decisioni, mentre Federico si dichiara non soddisfatto delle risposte.

Il gruppo “Progetto Comune” ha poi portato in aula due interrogazioni. La prima riguarda lo stato di manutenzione delle strade e la programmazione degli interventi.

“Nel DUP 2026-2028 è prevista una spesa complessiva rilevante” sottolinea la consigliera Fulvia Alberti “ma numerose strade e marciapiedi risultano in stato di degrado, con buche e avvallamenti. Le criticità incidono sulla sicurezza e arrivano numerose segnalazioni dai cittadini. Chiediamo se esista un cronoprogramma degli interventi e quali siano le priorità”.

Il vicesindaco Espedito Longobardi replica: “La previsione del DUP comprende tutte le spese e può generare fraintendimenti. Le squadre operano costantemente anche sulla base delle segnalazioni. Nei prossimi mesi sono previste asfaltature e interventi su diverse aree del territorio.” Chiudendo Longobardi ha voluto rivendicare gli sforzi investiti in opere giudicate strategiche come la messa in sicurezza della Pastonchi, il nuovo asilo nido e la scuola del viale delle Palme.

Alberti si dichiara soddisfatta, ribadendo la necessità di concentrarsi sulle manutenzioni ordinarie.

La seconda interrogazione, quella forse più attesa e corposa, ha riguardato poi il bando per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo.

“Il bando incide su un settore strategico e deve rispondere a criteri di trasparenza. È adeguato alle specificità del territorio? Sono previsti indennizzi per i concessionari uscenti?” chiede Alberti, aggiungendo e ipotizzando “Non vorrei che soggetti con maggiori risorse possano arrivare a controllare una parte significativa dell’economia locale”.

“Far aleggiare ipotesi di questo tipo è fuori luogo.” replica il sindaco “Il bando prevede criteri stringenti che non consentono partecipazioni multiple. Le procedure sono state avviate nel rispetto della normativa vigente e con criteri coerenti con la legge”.

Si arriva quindi alla mozione presentata dall’opposizione relativa alla richiesta di revoca o sospensione della delibera di Giunta n. 197/2025 e del conseguente bando.

“Il sistema balneare è fondamentale per l’economia locale.” dice Gabriele Cascino “Questo bando presenta criticità e rischia di essere impugnato. Ci sono margini discrezionali molto ampi che potrebbero generare contenziosi. Fermatevi e attendete il quadro nazionale”.

Sulla stessa linea il consigliere Federico. “Il problema non è solo il bando, ma l’assenza di una strategia complessiva sul litorale e sugli investimenti futuri”. Tesi condivisa dalla consigliera Alberti.

“Non è un consiglio semplice.” dice il sindaco “Abbiamo persone che investono e hanno investito per generazioni e che oggi si trovano in una situazione di incertezza. Il 3 dicembre 2024 l’amministrazione aveva approvato una delibera avvalendosi della normativa allora vigente, con l’obiettivo di arrivare al 2027 in una condizione ottimale per mettere a gara le spiagge. Successivamente, nel novembre 2025, è stata approvata un’ulteriore delibera con i criteri”.

Il primo cittadino ha quindi richiamato il passaggio giudiziario che ha cambiato il quadro.

“Tra questi due atti, AGCM ha impugnato la delibera del Comune che prevedeva la proroga al 2027 e ha vinto il ricorso al TAR. A quel punto, alla luce di una giurisprudenza consolidata, ci siamo trovati obbligati ad avviare le procedure di gara, pena il commissariamento dell’ente. Quando una delibera viene annullata, semplicemente non esiste più, e i concessionari uscenti non hanno più titolo. Il rischio di commissariamento diventa concreto se il Comune non interviene”.

Nel corso del confronto, il consigliere Cascino ha posto l’accento sugli aspetti giuridici e sulle possibili criticità del bando. Nella ricostruzione del consigliere c’è una forte probabilità che la delibera venga impugnata.

“L’illegittimità la stabilirà eventualmente un giudice. Un atto amministrativo può essere illegittimo non solo per violazione di legge, ma anche per eccesso di potere o per come è costruito. Esiste una giurisprudenza molto ampia su questo. Il rischio di commissariamento non è automatico: o è previsto dalla legge o deriva da una sentenza. Qui non vedo questi presupposti. Cosa costa sospendere temporaneamente il bando e attendere il quadro nazionale?. Siamo in una giungla tra norme comunitarie, nazionali e regionali. Non è una responsabilità del singolo Comune. Per questo, una sospensione non sarebbe una sconfitta politica, ma una scelta prudente per evitare contenziosi e possibili richieste di risarcimento”.

Conio ha ribadito la posizione dell’amministrazione, escludendo la possibilità di sospendere l’iter.

“È inutile negare che sia una situazione complessa. Tuttavia devo dare chiarezza ai concessionari e alla comunità, senza creare illusioni. Non ci sono elementi oggettivi che giustifichino un annullamento o una sospensione del bando. Non è stata rilevata illegittimità. Il Comune ha adottato criteri coerenti con la normativa vigente”.

Conio ha quindi richiamato le conseguenze della sentenza del TAR.

“Da quel momento” continua “non era più possibile mantenere le concessioni in essere. Non si tratta di lasciare le spiagge senza gestione, ma di applicare la legge con equilibrio. Non esistono scorciatoie: le decisioni dei tribunali vanno rispettate. Siamo stati chiamati ad avviare le gare in tempi rapidi e lo abbiamo fatto. Difendiamo l’operato degli uffici”.

Sul tema dei criteri del bando, in particolare sul peso attribuito agli elementi discrezionali, si è acceso un ulteriore confronto.

“Attribuire, ad esempio, due punti su cento ad alcuni requisiti” osserva critico Cascino “significa esercitare una discrezionalità che rischia di non essere coerente con il quadro normativo. Il bando è figlio della delibera e presenta una quota elevata di criteri discrezionali”.

Il sindaco replica: “Non è l’amministrazione a decidere arbitrariamente. Parlare di abuso è fuori luogo”.

Al termine della discussione, la mozione è stata respinta. La decisione ha suscitato la reazione dei balneari presenti in aula, che hanno manifestato il proprio dissenso abbandonando la seduta tra proteste e grida di “vergogna”.

In chiusura, il Consiglio ha approvato il punto relativo al servizio bilancio e cassa.