Nella cornice dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo, la scrittrice e giornalista Lorenza Fruci ha presentato il suo ultimo libro “Donne in Onda”, un’opera che ripercorre il contributo fondamentale delle donne nella storia della televisione Rai.
Durante l’incontro, l’autrice ha dialogato con il pubblico raccontando il lungo percorso che ha portato alla nascita del libro, soffermandosi sul ruolo pionieristico delle prime professioniste della televisione pubblica.
“Le prime annunciatrici Rai raccontano di grande emozione ma anche di grande preparazione e competenza”, ha spiegato Fruci, ricordando il contesto storico in cui nacque la televisione italiana.
La scrittrice ha sottolineato come l’avvio delle trasmissioni televisive nel 1954 rappresentò un momento di grande sperimentazione. In quegli anni il linguaggio televisivo non era ancora definito e molte trasmissioni avevano un’impostazione simile al teatro o alla radio.
“All’epoca non era stato ancora decodificato un linguaggio televisivo”, ha raccontato, “per cui l’impostazione era molto teatrale o radiofonica. Anche per i giornalisti c’era l’emozione di esplorare un linguaggio nuovo”.
Il libro mette in luce proprio questo periodo pionieristico, in cui le donne iniziarono a conquistare spazi sempre più importanti davanti e dietro la telecamera, contribuendo alla costruzione dell’identità della televisione italiana.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del rapporto tra televisione e trasformazioni sociali, in particolare del ruolo delle donne nel mondo del lavoro.
Secondo Fruci, la televisione pubblica ha spesso raccontato e accompagnato i cambiamenti della società italiana: “La donna ha fatto tantissimi passi in avanti nella nostra società, soprattutto grazie alle donne stesse”, ha spiegato la giornalista, evidenziando come l’emancipazione femminile abbia cambiato profondamente equilibri e dinamiche sociali.
Un altro tema centrale della serata è stato il ruolo della Rai come servizio pubblico, capace di raccontare l’evoluzione della società italiana.
Fruci ha ricordato alcune importanti tappe storiche, tra cui l’inchiesta televisiva del 1959 sulle donne che lavorano, che contribuì a documentare l’ingresso sempre più massiccio delle donne nel mondo professionale.
“Per me resta sempre ‘Mamma Rai‘, perché rappresenta il servizio pubblico e l’accesso alla democrazia, all’informazione e alla comunicazione”, ha concluso l’autrice.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Lorenza Fruci.







