Michele Bravi porta a Sanremo “Prima o Poi”: “Una canzone sulla goffaggine, che parla dello squilibrio tra l’aspettativa cinematografica e la banale realtà delle cose. Tutto è più miserabile e su questo ho basato il mio brano che narra il momento in cui uno viene lasciato: l’immaginario comune ci vede sul divano, la lacrima che riga la guancia, la pioggia fiori, ma poi non è mai così”.
Riguardo al duetto di stasera: “Canterò con Fiorella di cui ho grande stima artistica e stima umana, uno dei primi concerti a cui ho assistito con mia madre è stato il suo, lì dissi io voglio fare quella cosa lì. Poi la vita ci ha centrifugato e siamo finiti assieme, lo scorso Festival l’ho visto da lei, e quindi stasera siamo assieme ad omaggiare Ornella Vanoni. Lei canta tanto, quindi renderà il tutto indimenticabile”.
“Io sono uno che da molto timido si fa molto gli affari suoi, ma ti devo dire che con Carlo sempre estremamente rilassato questo si ripercuote su tutti durante le serate. Anzi, chiedo di gossip in giro perché quest’anno non succede niente, mancano ancora due serate però”.
Viene evidenziata la vicinanza che Michele ha avuto in questi giorni con i ragazzi dell’associazione Maria Letizia Verga, ragazzi malati terminali: “Vengo da una famiglia di medici, mio padre è oncologo e queste realtà le conosco molto bene. In Maria Letizia Verga c’è un’attenzione al nucleo familiare, ragazzi che vivono con la malattia con un cinismo sanissimo, allora ho voluto accompagnarli e mostrargli come funziona Sanremo. E’ una fondazione privata, chiunque voglia aiutarli aiuta sia quei pazienti che quelle famiglie che li sostengono”.









