È iniziata nel primo pomeriggio a Imperia la 39ª Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, appuntamento che per la prima volta si svolge in Liguria e che riunisce nel capoluogo amministratori e rappresentanti delle Province provenienti da tutta Italia.
Il primo momento della giornata si è svolto a Palazzo della Provincia, dove alle 14 è stata organizzata l’accoglienza dei presidenti delle Province. Un momento introduttivo ai lavori dell’assemblea, prima del trasferimento nella sala consiliare dell’ente per la prima parte della seduta.
All’esterno dello storico edificio di Imperia si è quindi svolta la foto di gruppo dei presidenti e dei rappresentanti delle Province presenti.
Nulla lasciato al caso, tanto che sono presenti anche i numerini per la posizione delle personalità per la foto di gruppo davanti al palazzo della Provincia
Al termine dello scatto, la delegazione si è trasferita all’interno del palazzo per l’avvio dei lavori.
Al centro del confronto il futuro delle Province, il loro ruolo nei rapporti con i Comuni e la necessità di una revisione dell’attuale assetto istituzionale. Un tema sul quale l’UPI chiede da tempo un rafforzamento delle funzioni e delle risorse a disposizione degli enti di area vasta.
“Il ruolo principale delle Province è quello della collaborazione, dell’assistenza, del rapporto con i piccoli Comuni. In Italia, tolte le grandi città, la stragrande maggioranza sono piccoli Comuni, i quali sono isolati, sono rimasti orfani dell’organo che era la Provincia, con cui c’era maggiore consultazione e aiuto”, spiega CLaudio Scajola, presidente della Provincia di Imperia
“Da qui parte un messaggio a tutta la politica in maniera unitaria, senza differenze di colori, per far cogliere la necessità di quello che si può ancora fare, senza ancora le grandi riforme, per creare la possibilità che il cittadino possa avere un interlocutore per risolvere i propri problemi. L’obiettivo però è tornare anche in relazione diretta con le Province. Questo è l’obiettivo perché la democrazia è fatta quando si esercita il voto. Non si può riuscire nell’immediato, arriviamoci attraverso delle fasi diverse, ma non si può nascondere il fatto che non modificare lo status delle Province con un accentramento delle Regioni è diventato francamente intollerabile”, aggiunge Lattuca.
Sul ruolo degli enti di area vasta interviene anche Enzo Lattuca, presidente dell’Unione delle Provincie Italiane, che guarda alla prossima legislatura come al momento nel quale riproporre una piattaforma di riforma.
“Abbiamo avuto la prova in 12 anni che senza le Province, con le Province più deboli, per meglio dire, il divario tra le città e il resto dei territori aumenta. Da Imperia, dal Teatro Comunale di Imperia, rilanceremo una piattaforma per la prossima legislatura perché anche questa si concluderà senza nulla di fatto sulle Province, per far sì che si ritorni ad avere Province forti, capaci davvero di fungere da cerniera del Paese”, afferma Lattuca.
Il presidente della Provincia imperiese distingue quindi il tema della governance da quello, più ampio, delle competenze necessarie per permettere agli enti di svolgere il proprio ruolo.
“Siamo favorevoli al ritorno alla elezione diretta, ma diciamo soprattutto che ci vogliono le funzioni, le risorse e il personale dedicato per tornare a svolgere un ruolo pieno, nonostante i tanti sacrifici che abbiamo fatto in questi anni e i risultati che comunque siamo stati in grado di ottenere”, prosegue.
“Recuperare funzioni anche dalle Regioni o anche recuperare funzioni che oggi non sono svolte da nessuno, perché il punto di riferimento per i Comuni, specie quelli più piccoli, non i Comuni capoluogo, ma i Comuni delle vallate o delle aree interne, oggi non viene svolto talvolta da nessuno. Non siamo in competizione con le Regioni, con i Comuni. Domani avremo l’occasione anche di confrontarci con il presidente Cirio in rappresentanza delle Regioni. Stabiliamo intanto una base di funzioni che in tutte le Regioni sono riconosciute alle Province, poi nelle Regioni grandi che ritengono di avere bisogno ancora di più delle Province si può avere anche una differenziazione delle funzioni con riconoscimenti maggiori”, conclude il presidente dell’UPI.
Il presidente dell’UPI affronta infine anche il tema del terzo mandato, distinguendolo dalle questioni che considera prioritarie per il futuro degli enti.
“Non è un tema che io penso sia centrale. Io penso che noi dovremmo parlare sempre meno di noi e dei nostri destini. Lo dico pur essendo forse uno dei più giovani. C’è qualche collega, adesso il collega di Padova, che è qualche anno più giovane di me. Noi non dobbiamo pensare al nostro destino, ma dobbiamo pensare a saper rispondere ai bisogni dei cittadini. In generale due mandati sono un tempo congruo, poi è anche vero che per certi ruoli non è previsto questo limite e quindi una discussione può essere fatta. Io non sono contrario di principio, però non è una mia priorità”, spiega Lattuca.
Terminata la prima parte dei lavori a Palazzo della Provincia, l’attenzione si sposta ora sul Teatro Cavour, dove alle 17 è prevista la cerimonia vera e propria, con l’appuntamento che si svolgerà alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, momento centrale della giornata inaugurale.







