Si è aperto con un aggiornamento sul servizio idrico il confronto nell’Assemblea dei Sindaci della provincia di Imperia, con al centro lo stato di avanzamento degli interventi di Rivieracqua S.p.A. e le prospettive di sviluppo del sistema.
“Abbiamo fatto un percorso complesso, che ci ha visto divisi, poi uniti e infine unanimi nel comprendere la necessità di investimenti e competenze”, afferma il presidente Claudio Scajola, “quando si avvia una nuova società i risultati non arrivano subito, ma il miglioramento è evidente, anche se servirà tempo”.
Il quadro, evidenziato dall’assemblea, anche dalla presenza dell’amministratore delegato Giuseppe Testa, resta critico, soprattutto per quanto riguarda le perdite della rete idrica, che superano il 50%. Una situazione che incide sia nelle aree interne sia lungo la costa, con possibili ripercussioni anche sul comparto turistico.
“Non è vero che l’acqua non c’è, la sprechiamo”, prosegue Scajola, “oggi perdiamo circa la metà della risorsa a causa delle condizioni della rete. Dobbiamo investire sugli acquedotti, sull’irriguo e sulla sicurezza, anche in funzione antincendio”.
Tra gli interventi in corso, anche il raddoppio dell’acquedotto del Roja e i progetti legati al monitoraggio delle perdite, attraverso sistemi di sensoristica lungo la rete.
“Passeremo da 32 a 67 euro per abitanti”, spiega Testa, “siamo ancora sotto la media nazionale, ma il percorso è rigoroso. Le perdite oggi sono oltre il 50%, mentre le realtà più virtuose si attestano tra il 20 e il 25%”.
Uno dei punti auspicati dal presidente Scajola riguarda anche la realizzazione di piccoli invasi e mini dighe lungo il territorio, con l’obiettivo di creare riserve idriche e migliorare la gestione della risorsa.
Un esempio è il progetto della diga di Ferraia nel territorio di Aquila d’Arroscia, che unisce più funzioni: accumulo idrico, supporto all’agricoltura, utilizzo per l’antincendio e produzione di energia idroelettrica.
“Se riusciamo a realizzare piccoli invasi facciamo un passo avanti importante”, sottolinea Scajola, “non solo per la gestione dell’acqua, ma anche per la sicurezza e per il turismo”.





