La Guardia di Finanza di Imperia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del presunto promotore di un sistema fraudolento legato alla gestione di sale gioco e all’utilizzo di apparecchi da intrattenimento contraffatti. Nell’inchiesta risultano indagate complessivamente otto persone.
L’indagine, condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Imperia e coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Imperia, è partita dall’osservazione di una sala giochi che continuava a operare nonostante la revoca della licenza di pubblica sicurezza. Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di un sistema diffuso su scala nazionale basato sulla manomissione di apparecchi da gioco.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione – guidata da un promotore di origine campana e supportata da diversi collaboratori – acquistava in Germania macchine da gioco di tipo VLT e AWP, successivamente contraffatte con falsi loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per farle apparire regolari.
Per evitare i controlli, gli apparecchi illegali potevano essere spenti a distanza tramite telecomando: in caso di ispezioni restavano così attivi solo i dispositivi collegati alla rete telematica dello Stato, utilizzati come copertura.
Nel corso delle indagini, al confine di Stato di Ventimiglia è stato inoltre sequestrato un corriere diretto all’estero con 28mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
Gli investigatori hanno anche accertato che il presunto dominus del sistema utilizzava prestanome per intestare le società operative e sottrarsi al pagamento delle imposte, accumulando debiti erariali per oltre 2,5 milioni di euro.
L’operazione ha portato al sequestro di quattro sale giochi – una ad Arma di Taggia e tre nella provincia di Roma – oltre a 51 apparecchi elettronici contraffatti.
Il GIP del Tribunale di Imperia ha inoltre disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per oltre 2,5 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano due appartamenti a Napoli e Grottaferrata, un’imbarcazione di lusso ormeggiata nel porto di Sapri e 22 veicoli.
L’attività investigativa rientra nelle operazioni della Guardia di Finanza per il contrasto ai reati economico-finanziari e alle frodi fiscali.
Per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.








