carcere sanremo

Quattro agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti nel pomeriggio di oggi nel carcere di Sanremo durante un intervento per contenere un detenuto in escandescenze.

Secondo quanto riferito dal SAPPE (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), intorno alle 16.30 di ieri un detenuto di nazionalità marocchina avrebbe dato in escandescenze pretendendo di essere trasferito. In un primo momento l’uomo si sarebbe barricato nella propria cella, bloccando la serratura della porta. Successivamente, armato di una lametta da barba, avrebbe aggredito gli agenti intervenuti per riportare la situazione alla normalità.

Durante le operazioni di contenimento si Ăš verificata una colluttazione e uno degli agenti Ăš stato colpito alla mano. Quattro poliziotti penitenziari sono stati trasportati in ospedale per le cure del caso: per due di loro i medici hanno disposto prognosi rispettivamente di 30 e 7 giorni.

A rendere noto l’episodio sono Vincenzo Tristaino, segretario nazionale per la Liguria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (SAPPE), insieme al segretario provinciale SAPPE Giuseppe Giangrande.

Il SAPPE coglie inoltre l’occasione per replicare alle recenti dichiarazioni di un’organizzazione sindacale confederale minoritaria che aveva sostenuto come la situazione nel carcere di Sanremo fosse migliorata dopo il presunto cambio di “allenatore”, riferendosi al comandante del reparto. “Il comandante – precisano dal SAPPE – ù attualmente in malattia ma mantiene l’incarico e non ù mai stato sostituito”.

Secondo il sindacato autonomo, i problemi dell’istituto non sarebbero riconducibili alla gestione dei comandanti degli istituti liguri, ma piuttosto alla difficile situazione strutturale del sistema penitenziario. “Gli istituti della Liguria – sottolinea il SAPPE – sono chiamati a operare in condizioni di grave carenza di organico e di sovraffollamento, oltre a dover gestire detenuti trasferiti per motivi di ordine e sicurezza da altri territori, in particolare dal Piemonte, spesso già protagonisti di episodi critici nelle sedi di provenienza”.

“La sicurezza di chi opera negli istituti di pena deve rappresentare una prioritĂ  assoluta, affinchĂ© episodi di questo genere non si ripetano”, commenta il segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, Donato Capece, che chiede misure piĂč severe nei confronti dei detenuti responsabili di aggressioni e violenze negli istituti di pena.

“Occorre trasferire immediatamente fuori regione i detenuti violenti che considerano il carcere come un luogo di villeggiatura, dove poter continuare a commettere reati, e prevedere norme che li puniscano severamente”, afferma.

Secondo il leader del SAPPE, negli ultimi tempi si starebbe affermando una pericolosa distorsione nella percezione sociale del fenomeno criminale. “Assistiamo a un cambiamento culturale nel quale il male viene visto come bene e viceversa: all’esterno del carcere il reato ù giustamente condannato, mentre all’interno sembra quasi che chi ha commesso reati venga considerato la parte buona”, osserva.

“È arrivato il momento di dire basta al finto buonismo: i detenuti che trasgrediscono le regole o, peggio ancora, che aggrediscono la Polizia penitenziaria devono essere perseguiti a norma di legge e allontanati dal contesto in cui si sentono sostenuti da altri reclusi”, aggiunge Capece.

Il segretario generale del SAPPE sollecita quindi un intervento del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria del Piemonte. “Il Provveditorato di Torino, competente anche per la Liguria – ed Ăš questo semplicemente assurdo, perchĂ© Genova deve tornare ad essere sede di Provveditorato regionale ligure! – deve assumersi le proprie responsabilitĂ  e attuare azioni mirate, ciascuno per la propria competenza, per garantire tutela e sicurezza al Corpo di polizia penitenziaria che opera quotidianamente nell’ultima trincea della giustizia”.

“Il SAPPE – conclude Capece – valuterà ogni forma di tutela, anche in sede giudiziaria, per difendere i colleghi aggrediti e minacciati”.