“Il 24 luglio abbiamo deciso di scioperare in Liguria, non per far perdere ore di lavoro, ma per salvaguardare lâoccupazione a rischio a causa dello stallo nella trattativa tra Ministero dei Trasporti e concessionari autostradali; una somma di tatticismi esasperati che stanno tenendo in ostaggio la nostra regione con i lavoratori preoccupati e disorientati”. CosĂŹ intervengono Laura Andrei e Enrico Poggi, rispettivamente segretari Filt Cgil Liguria e Genova e Roberto Gulli, segretario generale Uil Trasporti Liguria nella nota stampa odierna.
“Il sistema infrastrutturale della Liguria giĂ arretrato per scelte passate errate, Ăš oggi messo a dura prova, cosĂŹ come lâeconomia basata sui tre porti. Le scelte forzate che alcune compagnie di navigazione si troveranno a compiere per la situazione contingente, come ad esempio Ăš accaduto con la compagnia Cosco, metteranno a rischio migliaia di posti di lavoro e non solo nel comparto dei trasporti e della logistica. Con lo sciopero regionale dei trasporti del 24 luglio 2020 chiediamo ai nostri interlocutori, istituzioni nazionali e locali, scelte chiare negli investimenti, a iniziare dallo sblocco della gronda autostradale, attraverso una rapida definizione del contenzioso aperto con Aspi dopo il crollo del ponte Morandi.
La Filt Cgil e la Uiltrasporti Uil non cedono alle provocazioni di chi le accusa di scioperare per appoggiare la campagna elettorale di qualcuno: noi stessi abbiamo chiesto alle istituzioni, anche locali, di farsi carico delle proprie responsabilitĂ , abbassando i toni e promuovendo iniziative concrete e costruttive per la soluzione al problema viabilitĂ autostradale. Lo abbiamo fatto proprio insieme al MIT, attraverso il dialogo e la concertazione, strumenti che appartengono alla buona politica e non alla vie facili dei social.
Non amiamo la politica che delega il proprio ruolo alla magistratura, senza fare nulla e aspettando sentenze, al contrario crediamo che occorra coraggio per fare scelte adeguate per questo territorio complicato, che con i suoi bellissimi paesaggi obbliga le sue reti di comunicazione a inerpicarsi fra scogliere, monti e dirupi, determinando alti oneri di manutenzione per strade e ferrovie e ingenti investimenti per nuove costruzioni.
Serve quindi coraggio per progettare un rilancio di lungo respiro, occorre mettere in campo strategie di investimento delle risorse pubbliche sulle grandi opere: i gravissimi ritardi del terzo valico, del raddoppio della linea ferroviaria di Ventimiglia e della Pontremolese, non si devono ripetere. Ă giunta lâora di definire il contenzioso con Aspi, perchĂ© serve chiarezza anche sul futuro dei lavoratori di autostrade, troppo spesso capri espiatori di colpe non loro.
Chiediamo anche che le dichiarazioni per la mobilitĂ sostenibile, a iniziare dalle merci su ferro, non siano sempre e solo parole, ma si trasformino in incentivi reali per gli operatori che scelgono di rivolgersi alle imprese ferroviarie per i collegamenti da e per i porti.
Vanno prese infine decisioni chiare a favore della mobilitĂ pubblica per decongestionare le aree urbane, e questo si puĂČ fare solo condividendo un serio percorso di investimenti sui piani urbanistici, con un dialogo concreto con il mondo del lavoro su programmazione e obiettivi.
Ci sembrano motivi molto concreti questi, condivisi dai lavoratori che rappresentiamo e non banali chiacchiere da campagna elettorale. Chiediamo tavoli veri dove il sindacato non sia utilizzato per passerelle mediatiche, ma per sottoscrivere accordi.
Questo Ăš il nostro ruolo e lo rivendichiamo, anche con le azioni di conflitto e di mobilitazione dei lavoratori, i quali sanno benissimo che: ‘Per fare la frittata bisogna rompere le uova’”.





