Dopo mesi di vessazioni, umiliazioni, prevaricazioni e violente aggressioni, la Polizia di Stato ha posto fine alla condotta di un cittadino peruviano, classe â75, giĂ noto alle forze dellâordine ed irregolare sul territorio nazionale.
Lâuomo, responsabile di maltrattamenti in famiglia, Ăš stato tratto in arresto la sera di Natale, da un Equipaggio della Squadra Volante, tempestivamente giunto sul luogo della segnalazione al 112 NUE.
Alcune telefonate di vicini di casa, infatti, segnalavano una violenta lite in corso in un appartamento di una centralissima via di Oneglia, confermata dalle urla che lâOperatore della Centrale Operativa, in contatto con i richiedenti, intanto udiva al telefono.
Allâarrivo degli Agenti, giunti in pochissimi minuti, la scena del crimine appariva chiara ed eloquente.
Allâinterno dellâabitazione, in tutte le stanze, evidenti i segni della violenta colluttazione.
Sedie riverse sul pavimento, tavoli spaccati, bicchieri e bottiglie infranti, suppellettili in disordine.
LĂŹ, ad attendere i Poliziotti, terrorizzata, una donna, con addosso i segni, evidenti, della violenza subita e vistose tracce di sangue sul volto e sulle mani.
Tranquillizzata e soccorsa dal personale sanitario, subito richiesto dagli Operatori di Polizia, la donna indicava nel convivente, un connazionale di origini peruviane, il responsabile delle violenze.
Lâuomo, che intanto si era nascosto in una delle stanze dellâappartamento, inveiva contro gli Agenti e contro la donna, minacciandola di morte ed oltraggiandola in loro presenza.
Lâatteggiamento violento dellâuomo, reso ancora piĂč aggressivo dallâevidente stato di alterazione alcolica, costringeva gli Operatori della Squadra Volante ad immobilizzarlo con le manette in dotazione e a condurlo nellâabitacolo della vettura di servizio.
La donna, ascoltata dagli Agenti, raccontava della aggressione subita poco prima.
Lâuomo, rientrato in casa ubriaco, avrebbe preteso altro cibo dalla donna che, stufa delle offese e dei suoi tradimenti, di cui, peraltro, il compagno si sarebbe vantato mostrandole fotografie della sua amante, si sarebbe rifiutata. Al diniego, perĂČ, lâuomo lâavrebbe aggredita dapprima con una serie di morsi alla mano e poi, dopo averla minacciata di morte, avrebbe continuato ad aggredirla con schiaffi, calci e pugni.
Le violenze, consumate in presenza del figlio della donna e le urla di questâultima, udite da alcuni vicini di casa, venivano segnalati al 112 che, immediatamente, inviava sul posto un Equipaggio della Polizia di Stato.
Lâuomo, giĂ noto per episodi analoghi ma mai denunciato dalla compagna, si era reso, tra lâaltro, irreperibile dopo essere stato raggiunto da un provvedimento di espulsione, non essendo in possesso di alcun titolo che lo autorizzasse a permanere sul territorio nazionale.
Fondamentali si sono rivelate le informazioni raccolte nei precedenti interventi della Squadra Volante e tutte confluite nelle schede del Protocollo E.V.A., acronimo di Esame Violenze Agite: il protocollo ha codificato, in vere e proprie linee guida, le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio, attraverso la elaborazione di una âProcessing Cardâ composta di schede che i poliziotti compilano ed inseriscono negli archivi informatici di polizia quando intervengono a seguito di segnalazione di violenza di genere.
Da questo archivio, la Sala Operativa puĂČ trarre informazioni essenziali quando invia la volante sul posto: informazioni su chi ha richiesto lâintervento, sullâeventuale presenza di armi censite allâinterno dellâabitazione, su eventuali precedenti di polizia a carico delle persone coinvolte, verificando lâeventuale presenza di minori e capire se questi hanno assistito allâevento.
L’equipaggio intervenuto annota ogni minimo particolare al fine di focalizzare ogni singolo elemento utile per tutelare al meglio sia la vittima che gli Operatori.
Ă quello che hanno fatto gli Agenti della Squadra Volante di Imperia.
Dopo aver raccolto le dichiarazioni della vittima e la denuncia che, finalmente, la donna ha formalizzato negli uffici di Polizia, gli Agenti procedevano allâarresto dellâuomo in flagranza di reato.
Tradotto nelle Camere di Sicurezza della Questura, lâuomo veniva successivamente associato alla Casa Circondariale di Imperia, a disposizione della AutoritĂ Giudiziaria informata dellâavvenuto arresto.
Nella giornata di ieri, 28 dicembre, lâarresto veniva convalidato e, in attesa della celebrazione del processo, a carico del responsabile veniva emesso lâulteriore e stringente misura del divieto di avvicinamento alla donna e alla sua dimora.
Lâintervento della Volante, particolarmente tempestivo, ha consentito non solo di cristallizzare importanti elementi probatori fondamentali per procedere allâarresto dellâuomo, ma soprattutto ha posto fine ad anni di vessazioni e violenze subite dalla donna costretta, da troppo tempo, al silenzio e alla paura dal suo aguzzino.
âUscite dalla vergogna e denunciate chi vi costringe al silenzioâ: Ăš lâinvito che il Questore di Imperia, Cesare Capocasa, rivolge, sin dal suo insediamento, a tutte le donne combattute tra il senso di impotenza e la paura di denunciare. âAiutateci ad aiutarviâ, ripete il Questore, âperchĂ© solo denunciando e chiedendo lâintervento delle forze dellâordine, possiamo assicurare alla giustizia vigliacchi e delinquenti che approfittano della vostra debolezzaâ.








