Le vacanze estive sono iniziate per molti, ma le piccole imprese ancora lavorano per affrontare il carico fiscale: lâ11 agosto Ăš il tax free day nazionale, basato su una media statistica che mette a rapporto lo stipendio medio e le tasse che si pagano. Per Imperia il TAX FREE DAY Ăš il 23 luglio, un giorno in piĂč rispetto al 22 luglio calcolato lo scorso anno.
PerchĂ© Tax Free Day? PerchĂ© da tale data in avanti, gli imprenditori smettono di lavorare per il fisco e cominciano a farlo per loro stessi e le loro famiglie. La proiezione Ăš stata elaborata da âComune che vai, fisco che troviâ, il Rapporto 2018 dellâOsservatorio CNA sulla tassazione delle piccole imprese in Italia, giunto alla quinta edizione, che analizza il peso del fisco sul reddito delle piccole imprese in 137 comuni del nostro Paese, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia ed altri 23 Comuni che presentano unâalta densitĂ di popolazione e di piccole imprese. LâOsservatorio calcola il Total tax rate (Ttr), vale a dire lâammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi.
Le previsioni sullâanno 2018 fanno emergere una situazione di grande peso fiscale sulle nostre piccole e medie imprese, salita nel 2017 dello 0,3% al 61,2% e nel 2018 destinata a crescere ancora, portandosi al 61,4%. Un incremento ascrivibile allâaumento programmato della contribuzione previdenziale dellâimprenditore.
âImperia si posiziona allâ11mo posto a livello nazionale, con un total tax rate pari al 56,2%, un dato sicuramente non soddisfacente per le nostre imprese, ma confortante rispetto alla media nazionale e di quella degli altri capoluoghi di provincia liguri â commenta il segretario territoriale della CNA di Imperia, Luciano Vazzano â Pur apprezzando gli sforzi fatti dalle amministrazioni comunali in questi anni per cercare di ridurre il peso fiscale, come si vede dai dati dellâOsservatorio nazionale della CNA, siamo ancora lontani da un livello non dico corretto, ma accettabile del livello di tassazione. Un imprenditore non puĂČ lavorare fino al 23 di luglio per pagare le tasse (locali e nazionali). Non Ăš tollerabile. Tanto piĂč che, se non interverranno correttivi, questâanno il livello di tassazione generale tornerĂ a salireâ.
La CNA formula anche delle proposte (sostenibili), agli amministratori e al Governo per cercare di ridurre il livello di tassazione: molto resta ancora da fare per arrivare ad un fisco piĂč equo e tollerabile per le piccole imprese.
âPer la CNA si puĂČ e si deve ridurre il carico fiscale per poter tornare a crescereâ, continua Luciano Vazzano. âAlcune ipotesi? Basterebbe lâapplicazione contemporanea di tre tra le misure suggerite da CNA per determinare un calo dellâimposizione fino al 53,5%: lâaumento della franchigia Irap da 13 a 30 mila euro, lâadozione del regime Iri al 24% e, soprattutto, lâintroduzione della totale deducibilitĂ dellâImu sui beni strumentali delle imprese, cioĂš capannoni, laboratori, negoziâ.
âPer riequilibrare il sistema fiscaleâ, conclude, ânon solo va ridotta la pressione sulle imprese ma garantita maggiore equitĂ nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro, invertita sensibilmente la tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli e usata in modo intelligente la leva fiscale per aumentare domanda interna e investimenti. Gli interventi prioritari dovranno concentrarsi sulla Flat Tax, che va introdotta in modo progressivo e credibile, sulla riduzione delle aliquote IRPEF e sullâestensione del regime forfetario a tutte le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 100.000 euroâ.
Queste in dettaglio le proposte della CNA:
- ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, partendo dai redditi medio-bassi, utilizzando le risorse provenienti dalla âspending reviewâ e dalla lotta allâevasione;
- rivedere la tassazione IRPEF delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche allâaumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ânormaleâ che emerge dai nuovi Indicatori Sintetici di AffidabilitĂ (ISA) (chi piĂč Ăš efficiente meno paga);
- rendere lâIMU pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito dâimpresa;
- prevedere il riporto delle perdite per le imprese che adottano il regime semplificato di determinazione del reddito secondo i criteri di cassa, giĂ con riferimento alle perdite generate nel 2017;
- trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti dâimposta cedibili agli intermediari finanziari, modificando ed integrando i regimi di cessione attualmente in vigore;
- definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione ai fini del non assoggettamento allâIRAP ed aumentare la franchigia IRAP ad almeno 30 mila euro, che determinerebbe una riduzione del total tax rate di 1,4 punti percentuali;
- rivedere i criteri per lâattribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato ad invarianza di gettito;
- agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralitĂ fiscale delle cessioni dâazienda, al pari di quanto previsto in caso di conferimenti;
- evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica BtoB, eliminando nel piĂč breve tempo possibile tutti i regimi Iva del âreverse chargeâ attualmente previsti, lo âsplit paymentâ, nonchĂ© la ritenuta dellâ8%, applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali.
- Introdurre la Flat tax. La Flat tax deve essere introdotta in modo progressivo e credibile secondo un piano che, sulla base delle risorse rese disponibili attraverso il recupero dellâevasione e la riduzione della spesa pubblica:
- preveda la riduzione delle aliquote IRPEF a partire da quelle piĂč basse del 23% e del 27%;
- elimini la discriminazione attuale operata dalle detrazioni da lavoro delle piccole imprese personali.
- Estensione del regime forfetario. Il regime forfettario deve essere esteso a tutte le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 100.000 euro Ăš sicuramente la via giusta. Una misura che coniuga una reale semplificazione fiscale insieme ad una forte riduzione della pressione fiscale per centinaia di migliaia di imprese. Il regime forfetario nasce da una proposta della CNA che, purtroppo e con rammarico della CNA, ha visto una applicazione limitata alle sole imprese con ricavi compresi tra i 25 mila e 50 mila euro, per effetto dei vincoli comunitari, dal momento che il regime, tra lâaltro, prevede lâesonero dallâapplicazione dellâIVA.
Per maggiori informazioni e per visualizzare il livello di tassazione suddiviso per capoluogo di provincia su base nazionale, Ăš possibile consultare il sito interattivo dell’Osservatorio CNA all’indirizzo:Â www.taxfreeday.it







