Le Province devono tornare a essere un punto di riferimento concreto per i piccoli Comuni, mettendo a disposizione competenze tecniche, risorse e servizi essenziali per rispondere alle esigenze dei territori.
Durante l’assemblea UPI a Imperia, l’attenzione si è concentrata sul rapporto tra i diversi livelli amministrativi e sul ruolo che le Province possono svolgere a sostegno delle realtà più piccole, spesso alle prese con risorse limitate e difficoltà operative. L’obiettivo è rafforzare il supporto agli enti locali, garantendo servizi efficienti e risposte concrete alle comunità.
Riviera Time ha approfondito il tema a margine dell’assemblea, dedicata al ruolo e al futuro delle Province, raccogliendo le considerazioni di Pierluigi Vinai, direttore di ANCI Liguria e UPI Liguria, e Fabio Natta, sindaco di Cesio, già presidente della Provincia e rappresentante dei piccoli Comuni in ANCI Liguria.
Le parole di Pierluigi Vinai
“Il 2027 sarà l’anno buono, deve essere l’anno buono”, ha affermato Vinai, sottolineando come sia necessario riprendere un percorso rimasto incompiuto. “La legge Delrio di per sé poteva anche essere una buona legge, se non fosse stata lasciata interrotta nel suo percorso. Ora dobbiamo vedere come riprendere quel filo”.
Il tema riguarda da vicino la Liguria, dove sono presenti tre Province e la Città metropolitana di Genova. Secondo Vinai, gli enti provinciali hanno attraversato anni di difficoltà e incertezze, senza che si arrivasse a una definizione chiara delle loro funzioni e delle risorse disponibili.
“La Provincia deve avere la possibilità di avere delle risorse e delle risorse definite, tante o poche che siano, ma definite”, ha evidenziato il direttore di ANCI e UPI Liguria. “Siamo andati avanti in questi anni buttando la palla in tribuna anche da parte della politica. Tutti vengono e dicono che sono d’accordo, poi non succede mai niente“. Una situazione che rischia di avere conseguenze soprattutto sui Comuni più piccoli, chiamati a garantire servizi e risposte ai cittadini pur disponendo spesso di strutture amministrative e tecniche limitate. In Liguria, inoltre, si avvicina un periodo elettorale intenso: oltre alle elezioni politiche, saranno 68 i Comuni chiamati al voto.
Le parole di Fabio Natta
A spiegare concretamente il ruolo che le Province possono svolgere è stato anche il sindaco Fabio Natta, coordinatore della Consulta dei piccoli Comuni di ANCI Liguria.
Natta ha ricordato come il sostegno agli enti locali non sia una questione di autoreferenzialità istituzionale, ma riguardi direttamente i servizi destinati ai cittadini. “Il grido di dolore, chiamiamolo così, di allarme e di richieste di sostegno che continuano a fare il mondo delle Province al Governo, al Parlamento e a tutto il sistema politico è dovuto alla necessità di avere quel ruolo, sia politico sia amministrativo, e quel supporto economico che consenta di fare una serie di cose fondamentali per i cittadini”, ha dichiarato.
Il lavoro delle Province, ha spiegato, non sempre è immediatamente visibile ai residenti, ma rappresenta un supporto importante per i sindaci. Tra gli esempi citati ci sono la manutenzione delle strade, l’edilizia scolastica e la gestione delle gare d’appalto. “I piccoli Comuni non hanno le strutture tecniche e amministrative per poter porre in essere queste cose. La Provincia le ha e quindi fa da stazione appaltante”, ha osservato Natta. Un aiuto che può risultare determinante anche nella gestione di questioni complesse, come la salvaguardia delle risorse idriche. In questo ambito, il sindaco ha richiamato la convenzione tra la Provincia di Imperia e i Comuni, evidenziando il valore della collaborazione tra gli enti.
Il rafforzamento delle Province, secondo Natta, deve quindi essere letto soprattutto nella prospettiva dei servizi che questi enti possono garantire alle amministrazioni locali e, di conseguenza, alle comunità. “Il Comune piccolo vede nella Provincia la sua casa e il suo sostegno”, ha affermato, ribadendo la necessità di restituire agli enti provinciali le condizioni per svolgere pienamente le proprie funzioni. Un messaggio che si inserisce nel dibattito sul futuro delle Province e sulle ipotesi di una revisione del loro assetto, compreso il tema dell’elezione diretta degli organi. Per Vinali, la priorità è arrivare a una definizione concreta del percorso di riforma, superando anni di incertezza. “Sostenere le Province non è buttare via dei soldi, ma dare una mano ai territori, dare una mano ai piccoli Comuni e ai loro cittadini”, ha concluso Natta.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Vinai e Natta.







