Si è svolta questo pomeriggio nella bocciofila di Roverino, frazione di Ventimiglia, la presentazione del libro “Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica”, edito da Feltrinelli e scritto a quattro mani da Franco Gabrielli, già Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, e dal giornalista Carlo Bonini.
L’appuntamento è giunto al termine di un tour che ha attraversato l’Italia, da Roma a Ravenna, da L’Aquila a Reggio Calabria, con l’intento di alimentare un dibattito pubblico sul tema della sicurezza, intesa non come appannaggio esclusivo delle destre, ma all’interno del perimetro dei diritti e della democrazia.
L’appuntamento è stato preceduto da una visita dell’ex prefetto di Roma presso la sede ventimigliese della Caritas.
Uno dei concetti, ribaditi fin dall’ inizio dell’ appuntamento è sul ruolo della sicurezza, intesa non come un privilegio dei più forti, ma come una garanzia dovuta dallo Stato ai più deboli.
Attorno a questa impostazione si sviluppa poi il manifesto, affrontando argomenti quali criminalità, immigrazione, periferie e il ruolo delle istituzioni da una prospettiva peculiare data dal curriculum di Gabrielli stesso, capo della polizia, prefetto a Roma e L’Aquila, e direttore del SISDE e dell’ AISI.
L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo PD in Regione Liguria, dalla Federazione PD di Imperia e dal Circolo PD di Ventimiglia.
Aperto da Vera Nesci, capogruppo del partito in Consiglio Comunale, il tavolo è stato aperto dal Prima dell’intervento dal contributo di Enrico Ioculano, consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Liguria.
“Ci sono risposte puntuali ad esigenze e problematiche che noi tutti abbiamo vissuto in prima persona nella città di Ventimiglia” dice Enrico Ioculano, consigliere regionale PD ed ex sindaco di Ventimiglia “La cosa bella è che non si rimanda a questioni futuribili ma concrete e puntuali di buon giudizio. Sentiamo le stesse cose da 15 anni. In questo Vannacci non dice nulla di nuovo”.
Successivamente ha preso la parola l’ex Capo della Polizia ha approfondito alcuni contenuti dell’opera.
“Nel libro parlo di cose che ho praticato, non che mi hanno raccontato” dice Gabrielli “Con dei limiti naturalmente del mio angolo visuale. Scalfari disse che nemmeno una fotografia è oggettiva. L’oggettività sta nel dire da che angolo vedi le cose. Questo è quello di una persona che ha servito il paese per 38 anni. Il libro parla di tanti punti. Per ogni argomento facciamo una fotografia dell’esistente e tentiamo di formulare proposte e dare delle modalità di risoluzione. Come di sintetizzare, parliamo da un lato di sicurezza relazionale e dall’altro di approccio strabico. Approccio strabico perché anche nel contesto della sinistra vadano tenute assieme repressione con prevenzione. Per mutuare un concetto sanitario, noi tutti vorremmo una medicina preventiva ma a volte serve anche la chirurgia. Una parte significativa della risposta di oggi passa attraverso il controllo del territorio, piaccia o meno. E a farlo non sono i sindaci ma le autorità statuali”.





