Festa dei Nonni 2026 _ …il Comitato Provinciale Unicef Imperia scende in piazza con l’Ulivo della So

In concomitanza al periodo della “Festa dei Nonni” cinquecento piazze italiane ospitano l’Unicef con l’ulivo simbolo di pace per sostenere i bambini colpiti da guerre, povertà e cambiamenti climatici.

La Provincia di Imperia anch’essa coinvolta nel progetto nazionale dal 2 al 18 Ottobre con un gesto concreto di solidarietà porterà fondi e attenzione alle emergenze dell’infanzia nel mondo.

Le postazioni dei banchetti con le piantine di ulivo sono presso le seguenti location :

Diano Marina – Venerdì 02 Ottobre 2026 (dalle Ore 9,00 alle Ore 13,00) presso Via Genova angolo Via Genala.

San Lorenzo al Mare – Venerdì 02 Ottobre 2026 con la collaborazione della Pro Loco di San Lorenzo al Mare (dalle Ore 15.30 alle Ore 17.30) presso il Salone Comunale Lucia Joyce di Via Roma 2.

Sanremo – Venerdì 2 Ottobre 2026 (dalle Ore 10 alle Ore 19) presso il Supermercato COOP di Zona Foce.

Ventimiglia – Sabato 3 Ottobre 2026 con la collaborazione della Pro Loco Intemelia (dalle ore 9.00 alle Ore 13) presso Via Repubblica angolo Via Roma.

Taggia – Domenica 4 Ottobre 2026 (dalle Ore 10 alle Ore 19) presso il Centro Commerciale La Riviera SHOPVILLE in Arma di Taggia.

Ospedaletti – Domenica 18 Ottobre 2026 (dalle Ore 15,30 alle Ore 18) presso Piazza Europa.

L’ulivo, scelto dall’Unicef per la nuova campagna “Niente è più bello che vederlo crescere”, porta con sé un messaggio di pace e di continuità, ma anche un appello urgente: non dimenticare i milioni di bambini che in tutto il mondo vivono oggi in condizioni di emergenza.

I volontari dell’organizzazione saranno presenti per distribuire, a fronte di una donazione minima di 15 euro, una piccola piantina accompagnata da una “shopperbag” in cotone.

Un gesto semplice, ma con un valore che supera la dimensione simbolica. Dietro l’iniziativa ci sono numeri che non lasciano spazio a interpretazioni e la fotografia che emerge è quella di un’infanzia assediata: guerre che non risparmiano scuole e ospedali, malnutrizione in crescita, malattie che si diffondono in contesti fragili, povertà che diventa trappola generazionale.

La scelta dell’ulivo non è casuale. È una pianta capace di sopravvivere a condizioni estreme, di rigenerarsi dopo incendi o siccità, di durare nei secoli. Un albero che resiste, cresce lentamente e diventa simbolo di vita.

Nel linguaggio simbolico, richiama la pace, ma anche la tenacia necessaria per affrontare un mondo che appare sempre più instabile. Mettere un ulivo in casa o in giardino significa aderire a questa narrazione, legare il proprio quotidiano a una causa globale. Non si tratta solo di una raccolta fondi, ma di una chiamata collettiva a farsi parte attiva di un movimento che mette al centro i diritti dei più piccoli.

Le crisi globali stanno segnando in modo drammatico le nuove generazioni e con le guerre brutali, i cambiamenti climatici, la povertà diffusa e le malnutrizione stanno privando milioni di bambini dell’accesso a servizi fondamentali. La campagna mira a ricordare che ogni contributo, per quanto minimo, può tradursi in cure, istruzione, acqua potabile, protezione. E può rappresentare un’ancora di salvezza per chi vive in condizioni che in Italia appaiono quasi inconcepibili.

La mobilitazione nelle piazze è anche un modo per avvicinare le persone al lavoro quotidiano dell’Unicef. Per molti cittadini l’organizzazione resta un nome familiare ma distante. Incontrare i volontari, ascoltare le storie, vedere concretamente come un piccolo gesto possa tradursi in un aiuto reale, significa ridare corpo a un legame di fiducia che negli anni si è consolidato attraverso missioni umanitarie in ogni parte del mondo.

Non si tratta solo di un’occasione per sostenere economicamente un progetto, ma di un momento pubblico in cui riaffermare il valore di un impegno collettivo. L’ulivo che ciascuno porterà a casa diventerà così un simbolo tangibile, capace di ricordare ogni giorno che il diritto a crescere in sicurezza non è scontato e che milioni di bambini nel mondo ne sono ancora privati.