La poesia come ponte tra la giovane Italia unita e la grande cultura europea. È questo il valore di Giosuè Carducci secondo il professor Aldo Mola storico e saggista , tra i protagonisti del nuovo appuntamento con i Martedì Letterari al Casinò di Sanremo.
Mola presenterà il suo saggio su Carducci, edito da BastogiLibri, ripercorrendo il profilo letterario e politico del poeta, premio Nobel per la Letteratura nel 1906. “Il premio Nobel a Carducci vuol dire un riconoscimento alla storia della letteratura italiana, alla creatività italiana e a un’Italia che si stava organizzando, unita da pochissimo tempo, e aveva bisogno di collocarsi in Europa e nel mondo”, ha raccontato Mola.
Un riconoscimento, secondo Mola, che va oltre il singolo autore e restituisce l’immagine di un Paese in cerca di una propria identità culturale. “Lo fa attraverso la poesia, attraverso la creazione di un percorso letterario che Carducci ci fa capire: arriva dalla latinità, dall’età classica greco-romana ed è una letteratura europea”.
Carducci, grande conoscitore della produzione tedesca e francese, seppe dunque mettere in relazione la nuova Italia con le altre grandi tradizioni del continente. “Diventa una voce dell’Europa tradotta in italiano”, ha sottolineato Mola.
Bico: “Leggiamo il vero Pinocchio, soprattutto da adulti”
Il secondo momento dell’incontro è stato dedicato al bicentenario della nascita di Carlo Collodi, con la presentazione di Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Töpffer edizioni. Il professor Mauro Bico sarà affiancato da Beppe Mecconi, che ha curato le illustrazioni del volume.
Per Bico, il fascino del burattino di legno resta intatto e continua a rinnovarsi a ogni lettura. “Pinocchio non finisce mai di sorprendere. Ogni volta che lo si legge si scoprono cose nuove, assolutamente interessanti e stimolanti”.
Il romanzo di Collodi, ha proseguito, è molto più di una semplice fiaba per l’infanzia: “Si può leggere in mille modi diversi, è un rito iniziatico, è un momento di crescita”. Citando Benedetto Croce, Bico ha ricordato che Pinocchio “è fatto della stessa sostanza di cui è fatta l’umanità”.
Da qui l’invito a riscoprire il testo originale, superando le numerose riduzioni che ne hanno accompagnato la fortuna popolare. “In pochissimi hanno letto Pinocchio: tutti abbiamo letto le riduzioni, abbiamo visto il film di Disney, bello ma che non ha niente a che fare con la meraviglia del romanzo di Collodi”. “Consiglierei vivamente a tutti quanti di leggere il vero Pinocchio anche da adulti, anzi forse soprattutto da adulti, ma anche ai bambini”, ha aggiunto Bico.
Un successo planetario che conferma la modernità dell’opera: Pinocchio conta circa 230 traduzioni tra lingue e dialetti ed è il secondo libro non religioso più tradotto al mondo dopo Il Piccolo Principe. Ma Collodi, ha ricordato il docente, fu anche un protagonista dell’Italia risorgimentale, impegnato con i suoi scritti e le sue azioni a favore dell’Unità nazionale.
“Ci sono moltissimi collegamenti con Carducci e con la storia di quel periodo. Collodi è noto per Pinocchio, ma ha scritto tantissimo sia prima sia dopo”, ha concluso Bico.







