Entrando nella Pigna di Sanremo da Santo Stefano, il passato della città si incontra in rapida successione. Sono tre gli accessi che, appartenenti a epoche differenti, permettono ancora oggi di leggere l’evoluzione delle fortificazioni della città vecchia e di immaginare, attraverso le loro strutture, come doveva apparire Sanremo agli occhi dei suoi abitanti nei secoli passati.
La prima porta e la minaccia dei pirati
La prima porta che si incontra risale al XVI secolo e faceva parte della cinta muraria costruita in un periodo in cui le incursioni dei pirati provenienti dalle coste nordafricane rappresentavano ancora una minaccia per i centri abitati della costa. Accanto alla porta, sul lato sinistro, è ancora visibile una torre, oggi inglobata nelle abitazioni. Una presenza che testimonia la funzione difensiva originaria di questa parte della città.
La seconda porta e le abitazioni alla genovese
Proseguendo verso la Pigna si incontra un secondo accesso, risalente al XV secolo. La porta è affiancata dalle caratteristiche abitazioni “alla genovese”, riconoscibili per la presenza di magazzini protetti dai portici.
È però la terza porta a custodire la testimonianza più antica. Si tratta dell’accesso appartenente alla cinta muraria del 1321, come ricorda la lapide collocata sopra l’ingresso.
Un’antica immagine di Sanremo
Sulla stessa struttura è ancora visibile un’antica rappresentazione della città: un abitato turrito con una palma, immagine che richiama uno degli elementi distintivi dell’antico stemma di Sanremo.
La presenza delle tre porte non è casuale, ma racconta la progressiva espansione dell’abitato e il conseguente ampliamento delle sue difese. Nel corso dei secoli, infatti, la protezione della città venne modificata più volte, con interventi sulle fortificazioni tra il 1319 e il 1321 e, successivamente, tra il 1550 e il 1562.
Delle antiche mura oggi restano soltanto alcuni tratti, ma il loro percorso può essere ricostruito proprio attraverso le porte ancora conservate, in maniera completa o parziale.
Un sistema difensivo costruito anche con le abitazioni
Le Porte di Santo Stefano non erano l’unico elemento superstite dell’antico sistema difensivo. Nelle vicinanze sono ancora riconoscibili le porte della Montà o della Ciapéla, del Roglio e dei Candelieri.
La difesa della città, però, non dipendeva soltanto da una cinta muraria continua. In diversi punti erano le stesse abitazioni, costruite una accanto all’altra e unite da stretti passaggi e archi, a contribuire alla protezione dell’abitato.
L’organizzazione degli spazi rispondeva anche alla necessità di sfruttare ogni superficie disponibile all’interno delle fortificazioni. Le strade strette e gli ingressi delle abitazioni, talvolta rialzati rispetto al piano stradale, erano parte di questa particolare struttura urbana.
In caso di emergenza, alcuni elementi potevano essere rimossi con relativa facilità, contribuendo ulteriormente alla funzione difensiva dell’abitato.
I Vallai, il camminamento nascosto
Accanto all’ultima delle Porte di Santo Stefano si apre infine un passaggio stretto e coperto, oggi poco visibile dall’esterno: sono i Vallai, un antico camminamento che è ancora in parte conservato sotto le abitazioni.
Un’ultima traccia di quel sistema di percorsi e fortificazioni che, secoli fa, proteggeva la città e ne accompagnava lo sviluppo.
Le Porte di Santo Stefano diventano così non soltanto antichi ingressi alla Pigna, ma veri e propri punti di lettura della storia urbana di Sanremo: attraverso di esse è ancora possibile seguire le trasformazioni dell’abitato, dalle prime fortificazioni medievali agli interventi del Cinquecento, e riconoscere nel tessuto della città moderna le tracce di quella che fu la Sanremo fortificata.







