Una donna straordinaria, capace di attraversare il dolore, i lutti, i viaggi e le difficoltà del proprio tempo senza smettere di scrivere e di guardare al mondo con curiosità. È questa la Mary Shelley raccontata da Laura Guglielmi in occasione dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo, dove la scrittrice ha presentato il suo ultimo libro “Mary Shelley. La meravigliosa creatura“.
Un racconto che vuole andare oltre il personaggio di Frankenstein, l’opera che ha reso Mary Shelley immortale, per riportare al centro la donna che si cela dietro quel capolavoro. “Mary è una donna straordinaria”, ha spiegato Guglielmi, sottolineando come Mary Shelley sia riuscita, già agli inizi dell’Ottocento, a creare un personaggio destinato a entrare nell’immaginario collettivo, finendo però in parte per vedere la propria vita oscurata dalla fama della sua creatura letteraria.
La donna dietro Frankenstein
È proprio questa la prospettiva dalla quale nasce il lavoro di Laura Guglielmi. La scrittrice ha raccontato di aver dedicato anni di ricerca alla figura di Mary Shelley, leggendo i suoi testi e le sue lettere, nel tentativo di ricostruirne la vicenda umana e intellettuale. Un percorso che passa anche attraverso i grandi dolori della sua esistenza. Tra questi, la morte del marito, l’8 luglio 1822 il celebre poeta romantico Percy Bysshe Shelley morì annegato a causa del naufragio della sua imbarcazione, la Ariel (o Don Juan), sorpresa da una violenta tempesta improvvisa. Eppure, proprio di fronte alle tragedie personali, emerge la forza di Shelley: “Nonostante tutte le cose che le siano successe, come la morte di suo marito , lei sia continuata con una forza incredibile ad andare avanti”, ha ricordato Guglielmi.
Dopo cinque anni trascorsi in Italia, Mary Shelley tornò a Londra, dove riuscì a proseguire il proprio percorso letterario in un’epoca tutt’altro che semplice per una donna. Ma il suo impegno non si fermò alla propria scrittura: fu anche determinante nella pubblicazione delle opere complete di Percy Shelley, contribuendo a preservarne e consolidarne la memoria letteraria. “Riesce sia in quei tempi difficili per una donna a mettere insieme le opere complete di Percy Shelley”, ha raccontato Guglielmi, ricordando anche il ruolo di Mary nella crescita dell’unico figlio rimastole.
La Liguria come luogo della memoria letteraria
Il legame con il territorio assume un’importanza particolare nel lavoro di Laura Guglielmi. Originaria di Sanremo, la scrittrice parte spesso dai luoghi che conosce per andare alla ricerca delle tracce lasciate da grandi autori e personaggi.
Lerici, Genova e Sanremo diventano così parte integrante del racconto. “Ho anche viaggiato sulle tracce di Mary in Italia, in Inghilterra”, ha raccontato Guglielmi, ricordando il soggiorno di Mary Shelley a Genova nell’inverno tra il 1822 e il 1823, dopo la morte di Percy Shelley a Lerici. “La cifra che mi contraddistingue come scrittrice è quella di partire dai luoghi nei quali vivo e cercare le tracce di grandi autori e personaggi, perché i luoghi ti parlano se li sai ascoltare”, ha spiegato.
E proprio Sanremo rappresenta per l’autrice un altro fondamentale punto di osservazione. Una città conosciuta fin dall’infanzia e profondamente legata anche alla figura di Italo Calvino. Per Guglielmi, infatti, ogni luogo possiede una propria stratificazione storica e acquista ulteriore significato quando viene raccontato dalla letteratura.
È il caso di Lerici, descritta da Mary Shelley, ma anche di Genova, dove la scrittrice inglese soggiornò, e di Sanremo, attraversata e raccontata da Calvino: “Un luogo acquisisce molto più significato nel momento in cui lo trovi in un testo di uno scrittore o di una scrittrice”, ha osservato Guglielmi, citando ancora una volta Calvino come esempio particolarmente significativo per il territorio ligure.







